
Quando le luci della ribalta si spengono per sempre su una vita vissuta sul filo del paradosso, resta il ritratto di un percorso umano e artistico fuori da ogni schema convenzionale. Tra i misteri del carisma giovanile, la fascinazione per il palcoscenico e la capacità di trasformare un’infanzia segnata da contraddizioni in una brillante carriera sotto i riflettori di Hollywood, il confine tra finzione e realtà si fa incredibilmente sottile. La scomparsa di un personaggio così eclettico e divisivo lascia un vuoto profondo nel mondo dello spettacolo, riportando d’attualità una parabola esistenziale che ha saputo incantare e scandalizzare generazioni di spettatori in tutto il mondo.
Si è spento all’età di 82 anni nella giornata di venerdì 2 ottobre, nella sua residenza di Santa Fe nel New Mexico, il celebre attore Marjoe Gortner. A confermare la notizia è stata la consorte Susan Magestro, la quale ha rivelato alla testata Variety come l’artista lottasse da anni contro una grave forma di insufficienza cardiaca congestizia. Un addio che ha spinto i congiunti a diffondere un toccante messaggio di cordoglio: «Marjoe ha vissuto una vita straordinaria, plasmata dalla sua immaginazione e dal raro dono di riuscire a riunire le persone».
La parabola di Marjoe Gortner resta una delle più singolari della cultura pop americana: consacrato fin dalla più tenera età come baby predicatore evangelico negli anni ’50, conquistò una popolarità travolgente e una notevole fortuna economica. La svolta arrivò con la fuga del padre, che si dileguò portando con sé l’intero patrimonio accumulato dal figlio durante gli anni della predicazione, spingendo il giovane a proseguire quell’attività unicamente per ragioni finanziarie.

Dalla consacrazione all’Oscar alla carriera hollywoodiana
A segnare la svolta decisiva nella sua esistenza fu il folgorante documentario Marjoe, diretto nel 1972 dai registi Sarah Kernochan e Howard Smith. La pellicola, incentrata sulla sua complessa infanzia, ottenne il prestigioso riconoscimento dell’Academy aggiudicandosi l’Oscar come Miglior documentario e spalancando all’ex predicatore le porte del cinema di genere e della televisione.
Grazie alla sua spiccata personalità e a una presenza scenica magnetica, Marjoe Gortner venne ingaggiato per interpretare figure eccentriche e ruoli da villain in pellicole divenute cult come Terremoto, Il cibo degli dei, Le strabilianti avventure di Superasso, Scontri stellari oltre la terza dimensione e Wild Bill. Il grande pubblico televisivo lo ricorda inoltre per la sua iconica partecipazione al serial Falcon Crest, dove tra il 1986 e il 1987 vestì i panni di un ambiguo e corrotto sensitivo per ben 17 episodi.


