
È morto a 70 anni Freddie Jackson, cantante statunitense che negli anni Ottanta divenne uno dei protagonisti dell’R&B americano grazie a una lunga serie di ballate romantiche e sensuali. Ad annunciare la scomparsa è stata la famiglia attraverso un messaggio pubblicato sui social. Le cause della morte non sono state rese note. Nel 2024 l’artista aveva raccontato pubblicamente di convivere con una malattia renale.
«Freddie era più di una voce leggendaria. Era un’anima gentile e generosa, che amava i suoi fan, la sua famiglia, i suoi amici e la sua musica con tutto se stesso», si legge nel messaggio dei familiari. «Per decenni ci ha regalato le canzoni che sono diventate la colonna sonora delle nostre storie d’amore».
Da Harlem al gospel, gli inizi di Freddie Jackson
Nato nel 1956, Jackson era cresciuto ad Harlem, a New York, con la madre. Il suo rapporto con la musica era cominciato molto presto e affondava le proprie radici nel gospel: da ragazzo cantava nel coro di una chiesa battista del quartiere.
Un’esperienza che avrebbe continuato a considerare fondamentale anche dopo il successo. «Il mio non è un soul imparato in una scuola di canto o copiando i dischi. Il soul io lo vivo», aveva raccontato parlando della propria formazione musicale.
Dopo i primi passi nella scena newyorkese, Jackson si era trasferito a Los Angeles, diventando la voce dei Mystic Merlin, formazione soul con la quale aveva partecipato all’album Full Moon. Successivamente aveva lavorato come corista per Melba Moore, prima di ottenere un contratto discografico come solista.
Il successo di «Rock Me Tonight» e «You Are My Lady»
La svolta arrivò nel 1985 con l’album d’esordio Rock Me Tonight, destinato a diventare disco di platino e a entrare nella Top 10 statunitense.
Il disco conteneva due delle canzoni che avrebbero segnato definitivamente la carriera di Jackson: «Rock Me Tonight (For Old Times Sake)» e «You Are My Lady». Entrambi i brani riuscirono a superare i confini tradizionali del mercato R&B raggiungendo anche la Top 20 della classifica pop americana. You Are My Lady gli valse inoltre due nomination ai Grammy.
Il successo proseguì con il secondo album, Just Like the First Time, anch’esso certificato platino. Dal disco arrivarono quattro brani capaci di raggiungere la vetta delle classifiche R&B, compreso «A Little Bit More», interpretato insieme a Melba Moore.
Nel corso della sua carriera Jackson conquistò complessivamente dieci singoli al numero uno e portò quattro album consecutivi in testa alle classifiche R&B statunitensi. Tra i suoi principali riferimenti musicali indicava Marvin Gaye, Sam Cooke e Al Green.
L’immagine del seduttore che non voleva diventare un’etichetta
Le ballate d’amore e la voce calda di Jackson finirono inevitabilmente per associarlo all’immagine del “lover man”. Un ruolo che il cantante, però, non voleva trasformare in uno stereotipo.
«Sono fortunato che tante donne abbiano amato i miei dischi, ma non ho mai detto alla mia casa discografica di voler fare l’idolo delle donne», aveva spiegato. «Non voglio stereotipare me stesso e la mia musica».
Il suo periodo di maggiore successo nelle classifiche R&B proseguì fino ai primi anni Novanta. Il cambiamento dei gusti musicali e la crescita dell’hip-hop modificarono profondamente il panorama nel quale Jackson aveva costruito la propria carriera, senza però cancellare la popolarità dei suoi brani più conosciuti.
In oltre quattro decenni di attività ha pubblicato 15 album in studio, continuando a esibirsi e a rimanere legato a quel soul romantico che aveva caratterizzato la sua produzione fin dagli esordi. Con la sua morte scompare una delle voci che hanno segnato l’R&B americano degli anni Ottanta.


