
Dietro il via libera definitivo alla legge elettorale c’è anche una partita molto più concreta per centinaia di parlamentari: quella della pensione da circa mille euro netti che scatterà al raggiungimento dei requisiti previsti. Una scadenza che riguarda 184 deputati e 81 senatori, quasi tutti alla prima legislatura, e che avrebbe potuto essere messa a rischio da una fine anticipata della legislatura.
La data decisiva è il 14 aprile 2027. Quel giorno gli eletti al primo mandato avranno maturato i quattro anni, sei mesi e un giorno necessari per accedere alla pensione contributiva da parlamentare. Il calcolo parte dal 13 ottobre 2022, giorno dell’insediamento delle Camere. È anche per questo che, nella lunga battaglia politica sulla nuova legge elettorale e sull’ipotesi di elezioni anticipate, il calendario avrebbe avuto un peso tutt’altro che secondario.

Il nodo dello scioglimento anticipato
Un eventuale scioglimento delle Camere intorno alla metà di gennaio, però, non avrebbe necessariamente impedito il raggiungimento del requisito. Tra i tempi costituzionali per tornare alle urne e quelli necessari per la proclamazione dei nuovi eletti, un voto fissato per il 4 o 5 aprile 2027 avrebbe con ogni probabilità lasciato gli attuali parlamentari in carica oltre il 14 aprile.
Il punto è che deputati e senatori restano formalmente in carica fino all’insediamento del nuovo Parlamento. Anche in presenza di elezioni anticipate, dunque, il requisito potrebbe essere raggiunto prima dell’effettivo passaggio di consegne.
Come funziona la pensione dei parlamentari
Dal 1° gennaio 2012 per i nuovi eletti non esistono più i vecchi vitalizi nella forma tradizionale. I parlamentari versano contributi durante il mandato e maturano una pensione calcolata con il metodo contributivo, che può essere percepita una volta raggiunti i 65 anni.
Nel 2018, durante la presidenza della Camera di Roberto Fico, il metodo contributivo è stato applicato anche al ricalcolo dei vecchi vitalizi già in pagamento, con una riduzione degli assegni a partire dal 2019.
Superato il passaggio della legge elettorale, per molti parlamentari si apre adesso una partita ancora più complicata: quella per conquistare nuovamente un posto in Parlamento.


