
Non solo la coppa piacentina. Ora anche il prosciutto San Daniele finisce al centro del dibattito infuocato sulle mense scolastiche. Dopo Piacenza, il caso scoppia a Pordenone, dove nei nuovi menù delle scuole 2026-2027 la carne di maiale sembra essere scomparsa, sostituita da cous cous e pollo al curry. E la Lega insorge.
Prosciutto sfrattato in Friuli
Sotto la lente sono finiti i menù scolastici del Pordenonese, relativi all’anno 2026-2027, dove la carne suina sarebbe scomparsa in diverse zone, a partire dal capoluogo, Sacile e San Vito al Tagliamento, come riporta il Giornale. A Spilimbergo e Casarsa della Delizia, invece, alcune preparazioni a base di suino restano disponibili, in alcuni casi però solo su richiesta delle famiglie. A Spilimbergo, per esempio, il prosciutto di San Daniele Dop accompagna ancora le lasagne, ma non è previsto come ingrediente ordinario per tutti.
L’attacco della Lega: “Pietanze inclusive”
Dura la reazione del Carroccio. “Dopo il caso di Piacenza, leggiamo di un nuovo episodio di ‘scomparsa’ dei prodotti tipici dalle mense scolastiche nella provincia di Pordenone. Dopo la coppa piacentina, ora tocca al San Daniele essere ‘sfrattato'”, hanno dichiarato in una nota le eurodeputate della Lega Susanna Ceccardi, Anna Maria Cisint e Silvia Sardone.
“Al di là delle motivazioni che verranno diffuse, siamo francamente perplessi di fronte alla rinuncia a piatti e prodotti che fanno parte della nostra tradizione alimentare, sostituiti da pietanze inclusive appartenenti a culture a noi estranee – hanno sottolineato -. Perché togliere il prosciutto di San Daniele, eccellenza di quel territorio, e sostituirlo con il cous cous e con il pollo al curry?”.
Una situazione che ricorda quanto accaduto nelle scorse settimane a Piacenza, capitale italiana dei salumi, dove dalla nuova programmazione autunno-inverno sono stati cancellati coppa, lonza e prosciutto cotto. Per FdI e Lega la decisione sarebbe stata presa per venire incontro alle esigenze religiose degli studenti musulmani, mentre secondo la versione della sindaca dem Katia Tarasconi, le modifiche sono state decise solo sulla base di valutazioni nutrizionali, del gradimento degli alunni e, nel caso della coppa, anche delle difficoltà di somministrazione ai più piccoli. Ora lo stesso schema si ripeterebbe a Pordenone.


