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Francia, Macron dopo gli scontri: “Rabbia e vergogna”. Possibili divieti per le manifestazioni

Pubblicato: 18/10/2026 21:57

«Questa sera proviamo tutti rabbia e vergogna». Emmanuel Macron si rivolge alla Francia all’indomani delle violenze che hanno accompagnato le manifestazioni di sabato 17 ottobre contro il carovita. Nel discorso pronunciato dall’Eliseo, il presidente condanna saccheggi, incendi e attacchi agli edifici pubblici, esprime solidarietà alle forze dell’ordine e promette fermezza nei confronti dei responsabili. Annuncia inoltre verifiche sulla preparazione dei dispositivi di sicurezza e apre alla possibilità di vietare alcune manifestazioni, mentre chiede a partiti e sindacati una condanna esplicita delle violenze.

«Chi ha distrutto deve pagare, chi ha saccheggiato deve rimborsare»

Macron descrive quello attraversato dal Paese come un «momento di estrema gravità». Nel ricostruire gli eventi, attribuisce le devastazioni a gruppi dell’estrema sinistra ai quali, secondo le sue parole, si sarebbero affiancati numerosi delinquenti. Il presidente richiama gli assalti alle attività commerciali e le distruzioni di edifici pubblici, soffermandosi sull’incendio del municipio di Limoges: «Perché dare alle fiamme il municipio di Limoges? Come si può arrivare a tanto? Nulla lo spiega, nulla lo giustifica».

Il messaggio rivolto agli autori dei danneggiamenti è netto: «Chi ha distrutto deve pagare, chi ha saccheggiato deve rimborsare». L’individuazione delle responsabilità viene indicata come una priorità della risposta dello Stato. L’attribuzione politica degli scontri resta quella formulata dal presidente: saranno le indagini a ricostruire le condotte e le eventuali forme di organizzazione dei gruppi coinvolti.

Solidarietà agli agenti e verifiche sull’intelligence

Una parte centrale dell’intervento è dedicata alle forze dell’ordine. Macron sostiene che, nonostante la loro professionalità, poliziotti e gendarmi abbiano subito una violenza senza precedenti. Alla solidarietà verso gli agenti affianca però la richiesta di chiarire come siano stati anticipati e affrontati i disordini: «Ho chiesto al governo di trarre tutti gli insegnamenti necessari in merito all’attività di intelligence; ci sarà massima trasparenza».

Il presidente promette indagini condotte con la massima fermezza. Il tema riguarda dunque sia l’identificazione degli autori delle violenze sia la capacità delle autorità di prevedere e contenere gli attacchi. La giornata di sabato ha visto scontri e danneggiamenti in diverse città francesi, all’interno di una mobilitazione più ampia contro il costo della vita e il deterioramento dei servizi pubblici, alla quale hanno partecipato anche manifestanti pacifici.

Possibili divieti e appello a partiti e sindacati

Per prevenire nuovi episodi, i prefetti potranno adottare decisioni finalizzate alla protezione delle città, compreso il divieto di alcune manifestazioni. L’annuncio riguarda possibili provvedimenti territoriali: dal discorso non emerge un divieto generalizzato delle proteste su tutto il territorio francese.

Macron invita inoltre «l’insieme dei partiti, delle organizzazioni sindacali» a condannare senza ambiguità ogni forma di violenza. «Il Paese ha bisogno di ordine, non di un’escalation», afferma. Sul versante del confronto sociale, secondo quanto riferisce Reuters, il presidente ha chiesto al governo di riunire nella settimana studenti, insegnanti, parlamentari, rappresentanti sindacali e imprenditori per elaborare proposte concrete. Un’iniziativa della quale restano da precisare contenuti e modalità.

Il richiamo alle presidenziali e la proposta di un’inchiesta parlamentare

Nel discorso entra anche l’appuntamento con le elezioni presidenziali, previste tra sei mesi. Macron attacca chi indica come urgenza il ritorno in piazza e sostiene che il confronto debba svolgersi nel rispetto, senza disordine o distruzioni. «Il nostro Paese merita una bella elezione presidenziale tra sei mesi», è il suo appello, che lega il ripristino dell’ordine al clima della prossima campagna elettorale.

Intanto, la presidente dell’Assemblea nazionale Yaël Braun-Pivet ha annunciato che martedì 20 ottobre proporrà alla Conferenza dei presidenti la creazione di una commissione d’inchiesta. L’obiettivo indicato è esaminare i disordini, i metodi dei gruppi violenti e la strategia di mantenimento dell’ordine, verificando anche eventuali carenze nell’anticipazione degli eventi e nell’impiego delle forze disponibili. Si tratta, per ora, di una proposta: la commissione non risulta ancora istituita.

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