Vai al contenuto

Scontri al Duomo, gli arrestati si difendono: «Ero curioso di vedere», «Ho lanciato pietre per la rabbia»

Pubblicato: 20/10/2026 20:52

Cinque giovani tra i 18 e i 24 anni sono comparsi davanti al gip dopo gli scontri e il saccheggio del negozio Foot Locker. Quattro restano in carcere, mentre uno è stato posto ai domiciliari con il braccialetto elettronico. Durante gli interrogatori, gli indagati hanno fornito versioni diverse per spiegare la propria presenza durante i disordini, tra ammissioni parziali, giustificazioni personali e tentativi di ridimensionare le proprie responsabilità.

Le dichiarazioni raccolte dal giudice Fabrizio Filice, che ha convalidato tutti gli arresti, descrivono le motivazioni addotte dai ragazzi per la partecipazione agli episodi di violenza. C’è chi ha parlato di curiosità, chi ha richiamato le difficoltà economiche della propria famiglia e chi ha sostenuto di essersi lasciato trascinare da quanto stava accadendo in strada. Le accuse comprendono, a seconda delle singole posizioni, devastazione e saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale.

Il saccheggio del Foot Locker e le versioni dei due giovani

Due degli arrestati, A.E.O., 19 anni, e Y.A., 18 anni, hanno cercato di spiegare al gip perché si trovassero all’interno del negozio devastato. Il primo ha raccontato di essere stato inizialmente a pranzo in un locale KFC vicino al Duomo, prima di entrare nel punto vendita durante il saccheggio. Ha ammesso di aver preso un paio di Adidas F50, sostenendo però di averle lasciate vicino a un’uscita di emergenza prima di essere fermato dalla polizia.

Anche il secondo ha dichiarato di aver preso delle scarpe senza portarle via. Secondo la sua ricostruzione, sarebbe entrato nel negozio per cercare alcuni amici, dopo aver visto che altre persone stavano prelevando la merce. Avrebbe quindi lasciato un primo paio di scarpe al piano superiore e ne avrebbe preso un altro dopo essere sceso. Il giudice ha ritenuto non credibili le versioni fornite dai due giovani, arrestati nell’ambito delle indagini sul saccheggio.

Il passamontagna «scenico» e l’aggressione a un poliziotto

Tra gli indagati c’è anche Z.P., 24 anni, proiezionista in un cinema, l’unico per il quale è stata disposta la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il giovane era stato arrestato con l’accusa di aver aggredito un agente impegnato a fermare un minorenne in via Crocefisso. Davanti al gip ha sostenuto di aver partecipato alla manifestazione pacificamente e a volto scoperto, raccontando di essere stato spinto e immobilizzato dagli agenti prima dell’arresto.

Diversa la posizione di M.L., 21 anni, ripreso durante i disordini a petto nudo e con un passamontagna raffigurante un teschio. Il giovane ha spiegato di averlo portato non per nascondere la propria identità, ma perché lo considerava «un oggetto un po’ scenico». Ha inoltre ammesso di aver lanciato alcune pietre e di aver rispedito indietro con dei calci i fumogeni lanciati dalla polizia, sostenendo di averlo fatto per allontanarli dalla zona in cui si trovava.

«L’azienda di mio padre vuole licenziarlo»: la rabbia dietro gli scontri

Un altro arrestato, un ventiduenne di Lodi che lavora come magazziniere, ha collegato il proprio comportamento alla difficile situazione economica della famiglia. Ha raccontato di aver scoperto la manifestazione attraverso un video pubblicato su TikTok circa una settimana prima e di aver deciso di partecipare per protestare contro il carovita. Una volta arrivato in piazza, però, avrebbe perso il controllo lasciandosi condizionare dalle azioni violente degli altri partecipanti.

Il giovane ha ammesso di aver lanciato pietre, cestini e bottiglie contro gli agenti, attribuendo la propria reazione alla rabbia per la situazione lavorativa del padre. Ha riconosciuto di aver compiuto gesti che, con il senno di poi, non ripeterebbe. Un altro ventiduenne ha dichiarato di essersi recato sul posto per semplice curiosità, dopo aver visto le immagini degli scontri del giorno precedente.

«Mi hanno detto di andare in Duomo a fare la rivolta»

Tra gli arrestati figura anche K.M., 19 anni, residente a Sesto San Giovanni e accusato di resistenza per gli episodi di sabato. Il ragazzo ha raccontato di aver incontrato alcuni amici mentre si trovava a Cesano Boscone, in attesa dell’autobus per Buccinasco. Sarebbero stati loro a proporgli di raggiungere il centro di Milano per partecipare alla protesta.

Il giovane ha descritto una rabbia cresciuta progressivamente durante i disordini, spiegando di aver iniziato a lanciare sacchi e di aver poi scagliato un cestino. Indossava un passamontagna con il volto di Cristiano Ronaldo, che ha giustificato sostenendo di voler proteggersi dai lacrimogeni. Le diverse ricostruzioni saranno valutate nell’ambito dei procedimenti giudiziari, mentre proseguono gli accertamenti sulle responsabilità individuali negli episodi di violenza e nel saccheggio del negozio.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure