
Nuovi accertamenti nell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, avvelenate con la ricina a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Gli investigatori hanno raggiunto a Torino Alice Di Vita, figlia maggiore di Antonella e sorella di Sara, per esaminare il suo nuovo smartphone. L’obiettivo era verificare l’eventuale presenza di account collegati alla piattaforma Reddit, dove lo scorso anno un utente aveva pubblicato domande sull’utilizzo della potentissima sostanza tossica. La giovane, che dopo la maturità si è trasferita nel capoluogo piemontese per frequentare l’università, ha collaborato con gli agenti, mettendo a disposizione il dispositivo. L’accertamento ha dato esito negativo, come confermato dall’avvocato della famiglia, Vittorino Facciolla.
Ricina, la polizia a Torino per esaminare il telefono di Alice Di Vita
La visita degli investigatori risale alla scorsa settimana, mentre a Campobasso erano in corso nuove verifiche informatiche nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.
Gli agenti della Squadra Mobile hanno raggiunto Alice a Torino, città nella quale la ragazza si è trasferita dopo aver conseguito la maturità.
La giovane ha perso la madre e la sorella durante le festività natalizie, in una vicenda che continua a presentare numerosi interrogativi sulle modalità dell’avvelenamento.
Gli investigatori le hanno chiesto di poter controllare il nuovo telefono cellulare, alla ricerca di eventuali collegamenti con alcuni contenuti pubblicati sulla piattaforma Reddit.
La ragazza ha accettato la richiesta e ha consentito agli agenti di effettuare le verifiche.
A raccontare quanto accaduto è stato Vittorino Facciolla, avvocato che assiste la famiglia Di Vita, in un’intervista al quotidiano molisano Primo Piano.
«La ragazza ha messo a disposizione il telefono, lo ha sbloccato e ha atteso l’accertamento che ha dato esito negativo», ha spiegato il legale.
Dal controllo, dunque, non sarebbero emersi gli elementi ricercati dagli investigatori.
Il mistero delle domande sulla ricina pubblicate su Reddit
L’interesse degli investigatori per la piattaforma Reddit nasce da alcune domande pubblicate lo scorso anno da un utente che avrebbe chiesto informazioni sull’utilizzo della ricina.
Si tratta di un elemento sul quale gli inquirenti stanno cercando di fare chiarezza, per stabilire se quei contenuti possano avere qualche collegamento con la morte delle due vittime.
L’identità della persona che ha pubblicato le domande e l’eventuale rilevanza dei messaggi per l’inchiesta restano da accertare.
È in questo contesto che gli agenti hanno chiesto ad Alice Di Vita di esaminare il suo nuovo smartphone.
La verifica negativa non ha evidenziato collegamenti tra il dispositivo della ragazza e gli account ricercati.
L’accertamento rappresenta uno dei diversi approfondimenti informatici condotti dagli investigatori e non implica, di per sé, alcuna responsabilità della giovane nella vicenda.
Il vecchio cellulare di Alice e il diario dei pasti
Non è la prima volta che gli investigatori esaminano un dispositivo elettronico appartenente ad Alice Di Vita.
Nei mesi scorsi, infatti, il suo precedente telefono era stato tra i primi dispositivi acquisiti e sottoposti a copia forense nell’ambito dell’inchiesta.
All’interno dello smartphone la ragazza aveva conservato un elemento considerato utile per ricostruire gli ultimi giorni della madre e della sorella: un diario dettagliato dei pasti consumati in famiglia nel periodo dell’avvelenamento.
Alice aveva annotato con precisione gli alimenti portati in tavola, fornendo agli investigatori una traccia per cercare di individuare una possibile fonte di esposizione alla ricina.
Il diario potrebbe contribuire a ricostruire le abitudini alimentari della famiglia e a verificare eventuali coincidenze tra il consumo di determinati cibi e la comparsa dei sintomi.
Resta tuttavia da stabilire se la sostanza tossica sia stata introdotta attraverso un alimento, una bevanda oppure mediante un’altra modalità di esposizione.
Perquisizioni informatiche nelle scuole di Campobasso
Parallelamente all’accertamento effettuato a Torino, gli specialisti della Polizia Scientifica e del Servizio centrale operativo (Sco) hanno svolto verifiche su computer utilizzati in quattro istituti scolastici.
Tra le strutture interessate figura anche il liceo classico di Campobasso frequentato dalle sorelle Di Vita.
Gli esperti hanno effettuato copie forensi dei dispositivi, con l’obiettivo di esaminare i dati informatici potenzialmente utili alle indagini.
Gli accertamenti riguardano la ricerca di eventuali elementi digitali che possano contribuire a chiarire la provenienza della ricina e le circostanze dell’avvelenamento.
L’analisi dei computer è ancora in corso e, sulla base delle informazioni disponibili, non sono stati comunicati risultati conclusivi.
Le verifiche effettuate negli istituti scolastici e il controllo del nuovo smartphone di Alice rientrano dunque in un più ampio lavoro di ricostruzione delle possibili tracce informatiche.
Attesa per gli esami degli esperti tedeschi: come è stata somministrata la ricina?
Uno dei principali interrogativi dell’inchiesta riguarda ancora il modo in cui Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita siano entrate in contatto con la sostanza tossica.
Per cercare di chiarire questo aspetto sono stati coinvolti anche gli specialisti del Robert Koch Institute di Berlino, ai quali sono stati affidati approfondimenti scientifici.
Gli investigatori attendono gli esiti delle analisi, che potrebbero fornire indicazioni sul cosiddetto vettore della ricina, cioè sul mezzo attraverso il quale la sostanza sarebbe stata introdotta nell’ambiente domestico o sarebbe entrata in contatto con le vittime.
La ricina è una tossina estremamente pericolosa, ricavabile dai semi della pianta del ricino, che può provocare conseguenze gravissime per l’organismo.
Individuare la modalità di esposizione è fondamentale per ricostruire quanto accaduto e verificare le diverse ipotesi investigative.
Al momento, tuttavia, non sono stati resi noti risultati definitivi in grado di chiarire questo passaggio.
Il giallo di Pietracatella, le indagini proseguono
La morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita continua a essere al centro di un’inchiesta complessa, nella quale gli accertamenti scientifici si affiancano all’analisi di dispositivi elettronici e testimonianze.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire non soltanto come sia avvenuto l’avvelenamento, ma anche da dove provenisse la sostanza tossica e chi possa averla introdotta.
Il controllo dello smartphone di Alice Di Vita si inserisce in questo quadro di verifiche.
La giovane ha collaborato con la polizia e l’esame del suo nuovo cellulare ha dato esito negativo, secondo quanto riferito dall’avvocato della famiglia.
Intanto, a Campobasso, proseguono gli accertamenti sui computer acquisiti nelle scuole, mentre si attendono le conclusioni degli esperti tedeschi.
La domanda centrale resta ancora senza risposta: come è arrivata la ricina nella casa della famiglia Di Vita e in che modo Antonella e Sara sono state avvelenate? È su questo punto che potrebbero concentrarsi i prossimi sviluppi dell’inchiesta.


