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Nei negozi scaffali vuoti, il governo pronto a varare il decreto con gli aiuti: «Ma si rispettino le regole»

Pubblicato: 22/10/2026 08:27

La protesta degli autotrasportatori presenta il conto all’economia italiana. Gli effetti dei blocchi cominciano a farsi sentire lungo tutta la filiera, dai campi ai supermercati, passando per le farmacie e i distributori di carburante. Scaffali vuoti, merci deperibili da buttare e difficoltà negli approvvigionamenti raccontano una crisi che non riguarda più soltanto le imprese di trasporto, ma rischia di coinvolgere direttamente cittadini e consumatori. Di fronte all’aggravarsi della situazione, il governo ha deciso di accelerare: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato per oggi, giovedì 22 ottobre, alle 12 un Consiglio dei ministri per approvare un decreto legge con nuovi sostegni al settore.

Il provvedimento, messo a punto durante un vertice serale a Palazzo Chigi, punta a riunire gli interventi destinati all’autotrasporto e le risorse aggiuntive per il comparto agricolo. Ma accanto agli aiuti economici arriva un messaggio altrettanto netto: le rivendicazioni delle categorie devono trovare spazio nel confronto istituzionale, senza compromettere la circolazione delle merci e i diritti degli altri operatori. Il governo rivendica il lavoro avviato per tradurre gli impegni in misure concrete, ma chiede che gli accordi raggiunti vengano rispettati. Il decreto è atteso per oggi, mentre l’urgenza è riportare la situazione alla normalità senza lasciare imprese e cittadini alle prese con le conseguenze dei blocchi.

Al centro della trattativa c’è il confronto condotto dal vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini con le rappresentanze dell’autotrasporto. Secondo fonti di Palazzo Chigi, l’incontro ha portato a un’intesa per ripristinare la piena circolazione sulle strade e tutelare i diritti della categoria, dei cittadini e del sistema produttivo. Ci sarebbero stati contatti anche con altri soggetti coinvolti nelle mobilitazioni, alcuni dei quali avrebbero manifestato disponibilità rispetto agli interventi annunciati. La linea dell’esecutivo è chiara: sostegno alle imprese, ma nessuna rinuncia alla libertà di circolazione. Anche chi non ha ancora interrotto la protesta viene invitato a rispettare le regole e a non ostacolare il lavoro di chi vuole continuare a operare.

Sul fronte delle risorse, una delle misure più attese riguarda lo sblocco dei 430 milioni di euro già stanziati per il credito d’imposta sul carburante, riferito al periodo compreso tra marzo e agosto. I fondi, finora rimasti fermi a causa di rallentamenti burocratici, dovrebbero essere finalmente erogati a fronte delle circa 32 mila domande presentate dalle imprese. La questione è stata affrontata da Salvini e dal sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi negli incontri con le associazioni di categoria. Per gli operatori, alle prese con il rincaro del gasolio, l’effettiva disponibilità di queste risorse rappresenta un passaggio fondamentale per recuperare liquidità e contenere i costi di esercizio.

Il decreto dovrebbe inoltre prevedere 45,2 milioni di euro aggiuntivi rispetto alle misure già programmate e altri 60 milioni per i rimborsi sul gasolio acquistato dal primo settembre al 5 ottobre. È prevista anche l’estensione fino al 31 dicembre 2027 della compensazione relativa alle fatture del periodo indicato. L’obiettivo è alleggerire il peso del carburante sui bilanci delle aziende, in un settore nel quale il costo del gasolio incide direttamente sulla sostenibilità dei viaggi e sulla capacità di garantire tariffe competitive. Resta però da verificare il testo definitivo del provvedimento, che dovrà chiarire modalità operative, tempi e condizioni per accedere ai benefici.

Un altro capitolo riguarda le piccole imprese di autotrasporto, spesso a conduzione familiare e con flotte composte da appena quattro o cinque mezzi. Molte di queste realtà utilizzano veicoli più datati e rischiano di restare escluse dai contributi già sbloccati, anche per effetto dei requisiti previsti dalle norme europee. Salvini starebbe lavorando per individuare forme di sostegno specifiche, così da evitare che gli aiuti raggiungano soltanto una parte del settore. Tra i dossier ancora aperti figura anche quello del rinnovo del parco mezzi, con 590 milioni di euro già stanziati il cui sblocco rappresenta un ulteriore nodo da risolvere. Una partita importante per le aziende più piccole, che hanno meno margini per assorbire gli aumenti e investire nel ricambio dei veicoli.

Nel frattempo, l’emergenza investe anche l’agricoltura. Al vertice di Palazzo Chigi ha partecipato il ministro Francesco Lollobrigida, chiamato a seguire le misure per un comparto penalizzato dall’aumento dei costi e dalle difficoltà logistiche. Tra le questioni da affrontare c’è la scadenza, il 6 ottobre, del credito d’imposta sul gasolio agricolo: il decreto dovrebbe introdurre nuovi aiuti per sostenere le aziende e limitare le ripercussioni sulle produzioni. Quando i trasporti si fermano, infatti, i danni non riguardano soltanto le consegne: i prodotti deperibili possono deteriorarsi prima di raggiungere i mercati e le interruzioni rischiano di compromettere l’intera catena di distribuzione alimentare.

A preoccupare è soprattutto la continuità dei rifornimenti. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha assicurato che verrà garantita la distribuzione delle merci di prima necessità, con particolare attenzione ad alimenti e farmaci. Le segnalazioni di scaffali vuoti e di prodotti alimentari già smaltiti per l’impossibilità di consegnarli mostrano quanto la situazione possa diventare critica se i blocchi dovessero proseguire. Anche il comparto aereo ha segnalato difficoltà per le forniture di cherosene, con alcuni scali invitati a chiedere ai piloti di rifornirsi altrove. Il rischio è che una protesta nata dalle difficoltà economiche degli operatori finisca per produrre conseguenze a catena su settori molto diversi tra loro.

La giornata di oggi diventa quindi decisiva su due fronti: l’approvazione degli aiuti e il ritorno alla piena operatività della rete logistica. Meloni punta a trasformare gli impegni annunciati in un decreto concreto, mentre le imprese attendono risorse che possano alleggerire il peso del carburante e sostenere gli investimenti. Ma il governo non intende lasciare in secondo piano il ripristino della circolazione. La sfida sarà capire se gli interventi economici basteranno a convincere gli ultimi manifestanti a interrompere i blocchi e se i fondi saranno erogati con tempi compatibili con l’emergenza. Nel frattempo, la priorità resta evitare che le difficoltà dell’autotrasporto si traducano in carenze prolungate di beni essenziali, disagi per i cittadini e ulteriori danni alle attività produttive.

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Ultimo Aggiornamento: 22/10/2026 08:33

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