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“Guardi che lo ha deciso lei, presidente”. Conte, che autogol in diretta: gelato in studio a È sempre Cartabianca

Pubblicato: 23/10/2026 08:08

Botta e risposta in diretta tra Alessandro Sallusti e Giuseppe Conte durante È sempre Cartabianca, il programma condotto da Bianca Berlinguer su Rete 4. Al centro del confronto, l’aumento della spesa militare italiana, le responsabilità dei governi che si sono succeduti a Palazzo Chigi e il tema della sicurezza. Il direttore di Libero ha chiamato in causa direttamente l’ex presidente del Consiglio, contestando le sue critiche all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.

La discussione si accende quando Conte punta il dito contro l’attuale governo, interrogandosi su chi abbia deciso di aumentare le risorse destinate alla difesa. «Chi l’ha aumentata, chi?!», incalza il leader del Movimento 5 Stelle, facendo riferimento a Meloni. La replica di Sallusti arriva immediata: «Lei, Presidente! Durante la pandemia». Una risposta che sposta il confronto sulle scelte compiute durante i precedenti anni di governo e sulla necessità di ricostruire l’andamento della spesa militare attraverso i dati.

Il direttore di Libero richiama infatti il periodo in cui Conte ha guidato il governo, dal giugno 2018 al febbraio 2021. Secondo i dati citati nel confronto, la spesa militare italiana in rapporto al PIL sarebbe passata da circa l’1,2% nel 2018 all’1,58% nel 2020. Anche in termini assoluti si sarebbe registrato un incremento significativo, da 21,7 a 26,4 miliardi di euro. Numeri che Sallusti utilizza per contestare la ricostruzione dell’ex premier e riportare il dibattito sulle decisioni assunte anche prima dell’insediamento dell’attuale esecutivo.

La questione, tuttavia, richiede una distinzione: l’aumento della spesa militare può essere misurato attraverso criteri diversi, tra cui gli stanziamenti nazionali, le spese effettivamente sostenute e le stime elaborate secondo la metodologia NATO. Anche il rapporto con il prodotto interno lordo può variare in funzione dell’andamento dell’economia. Per questo, i valori richiamati nel confronto televisivo vanno letti tenendo conto dell’anno di riferimento e del criterio utilizzato, senza attribuire automaticamente ogni variazione a una singola decisione politica.

Il botta e risposta si allarga poi al tema della sicurezza interna e alle misure adottate dai governi durante la pandemia. Sallusti contesta a Conte di criticare il decreto Sicurezza dell’attuale maggioranza, ricordando le restrizioni introdotte durante l’emergenza sanitaria. «Presidente, le domande le faccio io», afferma il giornalista, sostenendo che l’ex premier abbia adottato provvedimenti particolarmente incisivi sulle libertà individuali. Il confronto si sposta così dal bilancio della difesa alle scelte politiche compiute in circostanze eccezionali.

Il riferimento è soprattutto alle misure emergenziali adottate per contenere la diffusione del Covid-19, che limitarono temporaneamente gli spostamenti e diverse attività quotidiane. Provvedimenti giustificati dal governo dell’epoca con la necessità di proteggere la salute pubblica, ma che hanno alimentato un ampio dibattito sul rapporto tra libertà individuali, sicurezza collettiva e poteri dello Stato. Sallusti utilizza quel precedente per mettere in discussione la coerenza delle critiche rivolte oggi dal leader pentastellato alle politiche dell’esecutivo Meloni.

Conte, dal canto suo, cerca di riportare la discussione sulle posizioni del Movimento 5 Stelle in materia di ordine pubblico. L’ex presidente del Consiglio sostiene che un eventuale governo progressista non dovrebbe tollerare episodi di violenza contro le forze dell’ordine. «Per essere ancora più chiaro: con un Governo progressista non ci sarà spazio per la violenza contro i poliziotti», afferma, ribadendo la propria posizione sul tema. Una precisazione che arriva mentre il confronto con Sallusti resta acceso e le rispettive argomentazioni continuano a intrecciarsi.

Il nodo politico riguarda dunque due questioni distinte, ma centrali nel dibattito pubblico: da una parte l’evoluzione della spesa per la difesa, dall’altra le strategie per garantire la sicurezza e tutelare le forze dell’ordine. Sul primo fronte, il confronto chiama in causa le scelte dei governi precedenti e quelle dell’attuale maggioranza; sul secondo, mette a confronto approcci differenti alle politiche di ordine pubblico e alla gestione delle emergenze. Le dichiarazioni dei protagonisti restituiscono una contrapposizione politica che non si esaurisce nella singola battuta televisiva.

La discussione a È sempre Cartabianca si inserisce così nel più ampio confronto tra maggioranza e opposizioni sulle responsabilità delle scelte passate e sulle priorità per il futuro. Sallusti richiama Conte agli anni del suo governo, mentre il leader del M5S insiste sulla necessità di distinguere le politiche di sicurezza e di contrastare ogni forma di violenza contro gli agenti. Per valutare le rispettive affermazioni sulla spesa militare, resta fondamentale fare riferimento a serie storiche omogenee e ai criteri di calcolo adottati, separando i dati verificabili dalle interpretazioni politiche emerse nel corso della trasmissione.

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