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Terremoto, ancora scosse in Italia: “Attivata nuova faglia”

Pubblicato: 25/10/2026 13:31

Quando il fondale marino inizia a tremare con cadenza incessante scatenando forze millenarie che si propagano nelle profondità degli abissi, il confine tra la calma apparente della superficie e l’inquietudine delle popolazioni costiere si assottiglia paurosamente. Tra strumentazioni ad altissima precisione in continua allerta, scienziati ricurvi sui monitor per decifrare l’origine dei sussulti e il tam-tam di voci ed allarmismi che si rincorrono sul web chiamando in causa i giganti immersi nelle acque, un intero territorio si ritrova a convivere con il fiato sospeso. Una sequenza dinamica e complessa che sta mobilitando le massime autorità scientifiche del Paese, impegnate a fare chiarezza su cosa stia davvero accadendo sotto la crosta terrestre.

Non accenna a placarsi lo sciame sismico che sta interessando l’area al largo della costa della Sicilia settentrionale, nello specchio d’acqua del Mar Tirreno meridionale a nord delle Isole Eolie. Dopo la forte scossa di magnitudo 5 registrata venerdì scorso, anche nella giornata di oggi, domenica 25 ottobre, i sismografi hanno continuato a tracciare nuove scosse,fortunatamente tutte al di sotto di magnitudo 3. Stando ai dati raccolti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dall’avvio del fenomeno si contano oltre 170 scosse superiori a magnitudo 2, quattro delle quali hanno superato magnitudo 4 e due hanno persino oltrepassato la soglia di magnitudo 5.

La sala di monitoraggio del Servizio di Sorveglianza Sismica Nazionale aveva in realtà rilevato le prime avvisaglie già prima dell’evento del 23 ottobre 2026: i primi segnali tellurici risalgono infatti alla notte del 20 ottobre 2026, concentrati a circa 30 chilometri a nord-ovest di Alicudi. L’ultima scossa di intensità superiore a magnitudo 3 si è verificata ieri, 24 ottobre 2026, mentre l’ultimo tremito registrato risale alle 9:37 di questa mattina.

I dettagli tecnici dell’INGV e il mito del Marsili

Gli esperti dell’INGV sono intervenuti con fermezza per chiarire l’origine del fenomeno: «Sicuramente questa sequenza è legata ad una faglia che si è attivata ma non c’è correlazione con l’attività del vulcano Marsili». Gli scienziati spiegano infatti che l’area a ovest dell’arcipelago eoliano presenta una tettonica complessa: «L’area interessata dalla sequenza a ovest dell’arcipelago eoliano è caratterizzata da una tettonica complessa e da una sismicità crostale frequente. In quest’area sono frequenti anche terremoti superficiali associati a sistemi di faglia del Tirreno meridionale e della Sicilia nord-orientale legati al processo di apertura del bacino tirrenico».

La sismicità attuale si colloca tra i 10 e i 15 km di profondità, in una zona interessata da un movimento convergente delle placche di 1,5 mm all’anno che abbraccia la costa da Ustica fino a Stromboli. La sismologa e l’équipe dell’istituto escludono categoricamente qualsiasi legame con il Marsili, il mastodontico vulcano sottomarino distante circa 20 km dall’epicentro: «Sappiamo che il Marsili è interessato da un’attività idrotermale e da un’attività sismica a bassissima energia legata a eventi di fratturazione superficiale e a degassamento. Data la distanza geografica tra l’area interessata dalla sequenza sismica di questi giorni e il vulcano Marsili, circa 20 km, non si riscontra alcuna correlazione diretta». I tecnici evidenziano infine come la sorgente del sisma da magnitudo 5 sia di natura compressiva,a differenza dei movimenti distensivi che caratterizzano l’attività del vulcano.

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