
Quando una tragedia consumata nell’adempimento del proprio dovere si abbatte come un macigno nel cuore di una comunità in festa, il contrasto tra la spensieratezza della ricorrenza e l’angoscia improvvisa trasforma un giorno di celebrazione in un incubo a occhi aperti. Tra il boato sordo di un sospiro spezzato a bordo strada, la corsa frenetica dei soccorritori nell’estenuante tentativo di fermare il tempo e il tam-tam sbigottito di messaggi e ricordi affettuosi che invade i canali digitali, la cronaca si trova nuovamente a dover registrare il tributo di sangue versato sul luogo di lavoro. Un gesto estremo di coraggio ed altruismo che lascia nel dolore più profondo una famiglia e un’intera cittadinanza.
La comunità si è svegliata sconvolta nel giorno della festa patronale per la drammatica scomparsa di Andrea Rampinelli,imprenditore di 48 anni, rimasto ucciso in un terribile incidente proprio mentre era impegnato con l’azienda di famiglia.L’uomo lascia la moglie e tre figlie nel dolore più assoluto. Figura amatissima e stimata a Castano Primo, cittadina in cui risiedeva e dove ha sede la storica ditta di famiglia specializzata nella manutenzione delle condotte e negli spurghi,Rampinelli era noto a tutti per la sua smisurata passione per le moto e per quell’indole generosa che gli aveva fatto guadagnare l’affettuoso soprannome di “il gigante buono”.
Il drammatico evento si è consumato nella mattinata di sabato a Baveno, suggestiva località sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, lungo le strette rampe di via Due Riviere, l’arteria stradale che dal centro cittadino si arrampica verso la frazione collinare di Loita.
La dinamica dell’incidente e le indagini della Procura
Intorno alle 8 di sabato, Rampinelli si era posizionato con il pesante autospurgo davanti a un’abitazione privata per effettuare un delicato intervento tecnico. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il mezzo pesante — lasciato temporaneamente su un tratto di forte pendenza — avrebbe improvvisamente iniziato a muoversi a marcia indietro prendendo velocemente velocità. Nel disperato ed eroico tentativo di scavalcare la portiera per salire in cabina e azionare i comandi, il quarantottenne è rimasto tragicamente schiacciato tra il camion e un muro. Il primo cittadino di Baveno,Alessandro Monti, ha confermato come l’imprenditore abbia agito nell’estremo tentativo di evitare che il camion finisse contro alcune auto in sosta e travolgesse chiunque si trovasse sul tragitto.
Le lesioni al torace riportate da Rampinelli nella stretta mortale tra la portiera e la muratura si sono rivelate fatali. Sul luogo del sinistro sono tempestivamente volati i soccorsi del 118 con ambulanza e automedica giunte da Gravellona Toce, affiancati dalle pattuglie della Polizia e dai tecnici esperti dello Spresal. Le operazioni di soccorso si sono rivelate di estrema complessità: i Vigili del Fuoco hanno dovuto lavorare duramente per oltre venti minuti pur di liberare il corpo dell’uomo dal groviglio di lamiere, ma per l’imprenditore non c’era ormai più nulla da fare e il personale medico ha dovuto limitarsi a constatare l’avvenuto decesso.
La Procura ha immediatamente aperto un fascicolo d’inchiesta per fare piena luce sull’accaduto, disponendo il sequestro dell’autocisterna e della salma in vista delle perizie meccaniche e dell’esame autoptico ordinato dal medico legale. Gli accertamenti tecnici dovranno stabilire con precisione chirurgica le cause del movimento improvviso del veicolo: le ipotesi al vaglio vanno da un fatale malfunzionamento del sistema frenante idraulico fino alla possibilità che il freno a mano non fosse stato inserito correttamente o fosse ceduto all’improvviso.
Il sindaco Alessandro Monti e il vicesindaco Massimo Tamburini hanno espresso la propria vicinanza e il cordoglio dell’intera amministrazione e della cittadinanza ai familiari, agli amici e ai colleghi di lavoro dell’imprenditore scomparso.Il drammatico tributo pagato da Rampinelli riapre brutalmente il dibattito sulla piaga delle morti bianche: le rilevazioni Inail riferite ai primi otto mesi del 2026 tracciano infatti un bilancio drammatico con 701 lavoratori deceduti in Italia,di cui ben 504 avvenuti mentre lavoravano, registrando un impressionante incremento del 2,9% rispetto al medesimo arco temporale del 2025.


