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“Connessione tra il vaccino e quella morte”: la storica sentenza che cambia tutto

Pubblicato: 26/10/2026 19:38

Una sentenza destinata a riaccendere il dibattito sulle rare complicanze legate ai vaccini anti-Covid. Il Tribunale di Venezia ha riconosciuto il nesso causale tra la somministrazione del vaccino AstraZeneca e la morte di Renzo Busetto, deceduto nel luglio 2021, a 69 anni, pochi giorni dopo aver ricevuto la seconda dose. La decisione, pronunciata il 22 ottobre 2026, ha stabilito il diritto della moglie, Edera Di Fresco, a un indennizzo di circa 100mila euro a carico del Ministero della Salute. A riferire la notizia è il quotidiano La Nuova Venezia.

Al centro della vicenda c’è una morte avvenuta a soli sei giorni dalla vaccinazione, un intervallo temporale che ha portato ad approfondire le cause del decesso attraverso accertamenti medico-legali. Dopo oltre cinque anni, il procedimento si è concluso con il riconoscimento giudiziario di una correlazione tra il vaccino e l’evento fatale. La pronuncia riguarda il caso specifico di Busetto e si basa sulle conclusioni della perizia disposta nell’ambito del procedimento.

La vicenda risale al luglio 2021, quando Renzo Busetto morì dopo aver ricevuto la seconda dose del vaccino anti-Covid AstraZeneca. La magistratura è stata chiamata a stabilire se esistesse un collegamento tra la somministrazione e il decesso, distinguendo la semplice successione temporale degli eventi da una relazione causale supportata da elementi clinici e scientifici. Il Tribunale di Venezia, sulla base delle valutazioni raccolte, ha riconosciuto il nesso tra la vaccinazione e la morte del 69enne.

Un ruolo determinante è stato svolto dalla perizia medico-legale, che ha ricondotto il decesso a una grave alterazione della coagulazione del sangue associata alla sindrome VITT. La sigla sta per Vaccine-Induced Immune Thrombotic Thrombocytopenia, una rara complicanza caratterizzata dalla formazione di coaguli sanguigni e dalla contemporanea riduzione delle piastrine. Si tratta di una condizione nella quale la risposta immunitaria può attivare meccanismi anomali della coagulazione, con conseguenze potenzialmente gravi.

La VITT è stata identificata come un evento avverso molto raro in seguito alla somministrazione di alcuni vaccini anti-Covid a vettore adenovirale, tra cui quello sviluppato da AstraZeneca. Il riconoscimento della sindrome richiede una valutazione clinica accurata, che tenga conto dei sintomi, degli esami di laboratorio e degli eventuali fenomeni trombotici. Nel caso esaminato a Venezia, gli accertamenti medico-legali hanno fornito gli elementi sui quali il giudice ha fondato il riconoscimento della correlazione con il decesso.

La sentenza del 22 ottobre 2026 ha quindi riconosciuto a Edera Di Fresco, vedova di Busetto, un indennizzo di circa 100mila euro. La somma è posta a carico del Ministero della Salute e rappresenta il riconoscimento economico previsto nell’ambito della vicenda giudiziaria. Il provvedimento si fonda sull’accertamento del rapporto causale tra la vaccinazione e la morte, così come ricostruito attraverso la documentazione clinica e la perizia.

La decisione riporta l’attenzione sul tema delle reazioni avverse rare associate ai vaccini anti-Covid e sulla necessità di valutare ogni caso sulla base delle sue specifiche caratteristiche. Per stabilire un nesso causale non basta, infatti, che un evento si verifichi dopo una vaccinazione: occorre esaminare le evidenze cliniche e gli altri elementi disponibili per capire se la somministrazione abbia contribuito al verificarsi dell’evento. È proprio questo il punto affrontato dagli accertamenti nel procedimento relativo alla morte di Busetto.

Il riconoscimento giudiziario di un nesso causale individuale, tuttavia, non equivale a una valutazione generale sulla sicurezza dei vaccini AstraZeneca né consente di estendere automaticamente le conclusioni ad altri casi. La VITT è una complicanza rara, distinta dagli effetti collaterali più comuni, e la sua identificazione ha richiesto specifici approfondimenti scientifici e clinici. La sentenza riguarda dunque la situazione del 69enne e le prove esaminate nel relativo procedimento, senza modificare da sola le valutazioni complessive sul rapporto tra benefici e rischi della vaccinazione.

A oltre cinque anni dalla morte di Renzo Busetto, la pronuncia del Tribunale di Venezia rappresenta un passaggio importante per la famiglia, che ottiene il riconoscimento del diritto all’indennizzo. Al centro restano le conclusioni della perizia medico-legale e la correlazione con la rara sindrome VITT. Una vicenda che richiama l’attenzione sulla complessità degli accertamenti in materia di eventi avversi e sull’importanza di distinguere tra le evidenze relative al singolo caso e le valutazioni scientifiche riferite alla popolazione nel suo complesso.

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