
Le elezioni cambiano i governi, cambiano i volti, cambiano le maggioranze. Ma non cambiano gli Stati. È questo il concetto che Ignazio La Russa ha voluto ribadire oggi, con una frase che suona come una linea di politica estera: i rapporti dell’Italia non dipendono da chi vince o perde una tornata elettorale, che sia a Washington o a Tel Aviv.
Le parole del presidente del Senato
Lo ha detto a Roma, il 27 ottobre 2026, a margine della convention di Sud chiama Nord insieme a Sindaci d’Italia, rispondendo a una domanda sul voto in Israele, dove oggi l’affluenza alle 14 ha toccato il 44,9%, un record dal 1973.
Queste le parole esatte del presidente del Senato, Ignazio La Russa: “I rapporti con l’Italia, faccio l’esempio degli Stati Uniti, non cambiano, perlomeno da parte di Meloni, di questo governo, a seconda di chi vince le elezioni. I rapporti sono tra Stato e Stato, tra Italia e Stati Uniti, tra Italia e Israele. Poi c’è qualche leader che è più vicino, qualche leader che è meno vicino, ma i rapporti sono tra Stati, non tra persone”.
Il messaggio politico: continuità oltre le urne
Un chiarimento che arriva in un momento delicatissimo. In Israele si vota, negli Stati Uniti si avvicinano le midterm, e ogni cambio di leadership viene letto come un possibile rimescolamento delle alleanze.
La Russa, seconda carica dello Stato e fondatore di Fratelli d’Italia, ha voluto fissare la dottrina del governo Meloni: le relazioni internazionali sono istituzionali, non personali. Ci possono essere affinità politiche più o meno forti con un premier o con un presidente, ma la linea resta quella della continuità tra Stati.
Un principio che vale per gli Stati Uniti, citati come esempio, e che vale soprattutto per Israele, storico alleato dell’Italia, con cui i rapporti, secondo La Russa, non saranno messi in discussione da chiunque uscirà vincitore dalle urne.
Un segnale anche agli alleati
Nelle parole di La Russa c’è anche un messaggio interno ed esterno: il governo italiano non tifa per un candidato, non scommette su un nome. Riconosce la legittimità democratica del voto e mantiene la sua posizione, indipendentemente dal colore politico di chi governa a Tel Aviv, a Washington o altrove.
In un Medio Oriente ancora segnato da tensioni altissime e con l’Europa che cerca una voce comune, la posizione ribadita da La Russa punta a dare un’immagine di stabilità: l’Italia c’è, a prescindere da chi vince.


