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“Oltre 20 morti”. Boato spaventoso, il bilancio è drammatico

Pubblicato: 02/11/2026 19:59

La guerra in Ucraina torna a mostrare il suo volto più drammatico, con un attacco che ha provocato una strage e colpito un luogo destinato ad aiutare la popolazione civile. Le vittime aumentano con il passare delle ore, mentre i soccorritori continuano a fare i conti con le conseguenze del bombardamento. Una nuova escalation che rischia di allontanare ulteriormente qualsiasi prospettiva di pace, proprio quando sembrava essersi aperto uno spiraglio per una possibile distensione.

Non ci sono soltanto le bombe a preoccupare. Nelle ultime ore si è aperto anche un nuovo fronte, quello della guerra informatica, con attacchi hacker che hanno coinvolto i sistemi di allerta utilizzati per avvisare i cittadini dei pericoli imminenti. Nel frattempo, una fragile tregua umanitaria è giunta al termine e le operazioni militari sono riprese. Il quadro resta estremamente teso, tra accuse reciproche, vittime civili e nuove incognite diplomatiche.

L’episodio più grave si è verificato a Komyshuvakha, nella regione ucraina di Zaporizhzhia, dove un attacco russo ha colpito una scuola utilizzata come centro di distribuzione degli aiuti umanitari. Il bilancio è salito ad almeno 24 morti e cinque feriti. A denunciare il bombardamento è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che su X ha parlato di un attacco «assolutamente devastante», spiegando che l’abitato era stato colpito più volte da bombe aeree fin dalle prime ore del mattino.

Con il passare delle ore, il bilancio della tragedia si è aggravato. Secondo quanto comunicato dal Servizio statale per le emergenze dell’Ucraina, tra le 24 vittime figurano anche due soccorritori e quattro agenti di polizia. Altre cinque persone sono rimaste ferite, tra cui due operatori impegnati nelle attività di soccorso. La scuola, trasformata in un punto di riferimento per la distribuzione degli aiuti, è diventata così teatro di una strage che ha provocato una nuova ondata di indignazione a Kiev.

Zelensky ha collegato il bombardamento anche alle prospettive di una possibile soluzione diplomatica. Secondo il presidente ucraino, gli attacchi nel Sud-Est del Paese hanno distrutto le speranze di un possibile avanzamento verso la pace, alimentate dalla recente tregua locale. «Con queste uccisioni, la Russia invia un segnale esattamente opposto: la Russia punta a ulteriori uccisioni», ha dichiarato. Il riferimento è anche all’operazione umanitaria realizzata a Oleshky, che aveva rappresentato un raro momento di collaborazione sul terreno.

Proprio a Oleshky, infatti, la tregua avviata il 27 ottobre per consentire un’operazione umanitaria è ufficialmente terminata. Secondo quanto riferito da Melania Trump, durante l’intervento sono state evacuate quasi 800 persone. La fine della sospensione delle ostilità ha però riportato immediatamente la tensione, con la ripresa degli attacchi russi nella regione di Kherson. Una nuova dimostrazione di quanto siano fragili gli accordi temporanei raggiunti per proteggere i civili.

Ad aggravare ulteriormente il quadro è arrivato anche il doppio attacco hacker contro le applicazioni di allerta utilizzate in Ucraina e in Russia. Sia Kiev sia Mosca hanno segnalato la diffusione di informazioni false attraverso i sistemi che dovrebbero avvisare la popolazione in caso di raid aerei o altre situazioni di pericolo. Un’operazione che apre un nuovo fronte del conflitto, quello digitale, colpendo strumenti fondamentali per la sicurezza dei cittadini e aumentando il rischio di confusione durante le emergenze.

Sul piano internazionale, resta aperto anche il capitolo dei rapporti tra Mosca e Washington. Il Cremlino ha fatto sapere che non sono attualmente previsti incontri tra Vladimir Putin e Donald Trump in occasione del vertice Apec, pur lasciando intendere che i due leader avranno comunque modo di parlare. Da Mosca è arrivato anche un commento sulle elezioni di metà mandato americane, definite una questione interna degli Stati Uniti, ma seguite con attenzione anche dalla Russia.

La giornata restituisce dunque un quadro particolarmente pesante del conflitto: 24 morti a Komyshuvakha, nuovi attacchi nella regione di Kherson, una tregua umanitaria conclusa e sistemi di allerta finiti nel mirino degli hacker. Mentre Zelensky denuncia il venir meno delle possibilità di pace, la popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto della guerra. E lo spiraglio diplomatico aperto negli ultimi giorni sembra, ancora una volta, allontanarsi.

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