
Nel panorama della sicurezza informatica emerge un pericolo subdolo per gli utenti: il cosiddetto Sms della morte, noto tecnicamente come Sms of death. Questa nuova tipologia di cyberattacco è in grado di mettere fuori uso uno smartphone con sistema operativo Android tramite la semplice ricezione di un messaggio di testo.
A differenza delle classiche truffe telematiche, alla vittima non viene richiesta alcuna interazione. Non occorre cliccare su link né concedere autorizzazioni. L’arrivo del testo manda in crash il sistema operativo, interrompendo le chiamate e impedendo persino il contatto con i servizi di emergenza.
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Il funzionamento dell’attacco zero-click
Dal punto di vista tecnico, l’aggressione è classificata come un Destructive Remote Denial of Service, ovvero un attacco di negazione del servizio da remoto di tipo zero-click. Il codice maligno si attiva in completa autonomia nell’istante esatto in cui il messaggio giunge sul dispositivo.
Gli autori della minaccia non mirano a un profitto economico. Non vi è alcun tentativo di rubare password, credenziali bancarie o dati personali: il solo scopo dell’operazione è il sabotaggio puro del telefono dell’utente.

Le conseguenze sul dispositivo colpito
L’impatto sul telefono è immediato e totale. Il dispositivo si blocca del tutto e cessa di rispondere a qualsiasi comando, isolando completamente la persona e impedendo ogni forma di comunicazione verso l’esterno.
In questo stato di blocco irreversibile, lo smartphone diventa del tutto inutilizzabile, privando l’utente dell’accesso a qualsiasi funzione base o applicazione installata.

L’obbligo del ripristino ai dati di fabbrica
Non esistono soluzioni software immediate o manovre di sblocco parziale per recuperare il controllo del sistema operativo compromesso.
L’unica procedura praticabile per riutilizzare lo smartphone consiste nel ripristino ai dati di fabbrica. Questa operazione di formattazione comporta purtroppo la perdita definitiva di tutti i file, le foto e i documenti presenti nella memoria interna.


