
Un calcio di rigore evidente, non assegnato dall’arbitro e ignorato anche dal VAR. È l’episodio che rischia di oscurare tutto il resto di Fiorentina-Juventus, terminata 2-2 allo stadio Artemio Franchi. Nel finale della partita, un fallo di mano nell’area viola ha scatenato le proteste dei giocatori bianconeri, increduli davanti alla decisione del direttore di gara. Le immagini mostrano una situazione che avrebbe dovuto portare alla concessione del penalty. Invece, niente fischio, nessuna revisione al monitor e gioco che prosegue regolarmente.
L’episodio decisivo arriva al 79° minuto, quando Joao Mario, difensore della Fiorentina ed ex juventino, controlla male il pallone e finisce per toccarlo con il braccio allargato all’interno della propria area di rigore. Una posizione che aumenta il volume del corpo e rende il contatto chiaramente punibile. I calciatori della Juventus chiedono immediatamente il rigore, ma Andrea Colombo lascia correre. Ancora più sorprendente il mancato intervento della sala VAR, che non richiama l’arbitro alla revisione delle immagini.
Il rigore negato alla Juventus e le reazioni su DAZN
A rendere ancora più clamoroso l’episodio è quanto emerso durante la telecronaca di DAZN, affidata a Pierluigi Pardo e Massimo Ambrosini. Anche i commentatori dell’emittente hanno riconosciuto il rigore, mentre sul campo la decisione arbitrale rimaneva immutata. Un giudizio particolarmente significativo considerando che Ambrosini, ex centrocampista anche della Fiorentina, non può certamente essere considerato vicino all’ambiente juventino. Il problema non è soltanto il mancato fischio di Colombo, ma soprattutto l’assenza di una correzione da parte della tecnologia.
Il pareggio per 2-2 lascia così dietro di sé una polemica destinata a proseguire ben oltre il fischio finale. Un rigore non garantisce automaticamente un gol, ma rappresenta un’occasione decisiva che la Juventus non ha avuto la possibilità di sfruttare. Ed è proprio questo il punto: un errore arbitrale pesantissimo, in una partita equilibrata, può condizionare il risultato e avere conseguenze importanti sulla classifica. Il VAR dovrebbe servire a evitare situazioni di questo genere. Al Franchi, invece, il suo silenzio ha finito per rendere ancora più incomprensibile una decisione già difficilmente giustificabile.


