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“Il 50% non è morto per il Covid!”, l’ammissione sconcertante di Bassetti

Pubblicato: 19/11/2025 08:14

La pubblicazione di un video da parte della giornalista Manuela Loy ha innescato una nuova e intensa polemica social intorno alle dichiarazioni del virologo Matteo Bassetti, intervenuto in Commissione Covid. Il filmato, accompagnato dal commento della cronista, è rapidamente diventato virale, alimentando un dibattito che vede contrapposti utenti, addetti ai lavori e figure del mondo politico. Al centro della discussione ci sono soprattutto le affermazioni del medico, considerate da alcuni come una “verità finalmente rivelata” e da altri come una “lettura distorta” del lavoro svolto durante l’emergenza sanitaria.
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Il punto più contestato riguarda il passaggio in cui Bassetti sostiene che “Credo che almeno il 50% di quelli che noi abbiamo catalogato come morti covid, probabilmente non erano legati direttamente all’azione del virus (…) quindi erano morti non PER il covid ma CON il covid. Certamente abbiamo avuto una sovrastima di decessi covid.” Un’affermazione forte, che Loy ha rilanciato sui propri profili spiegando di ritenere il video “rilevante per capire ciò che non è stato raccontato con sufficiente chiarezza negli anni dell’emergenza”.

Il dibattito si è ulteriormente acceso quando il virologo ha aggiunto: “In nessun altro Paese c’è stato il tamponificio che c’è stato in Italia, è evidente che questo aumenti di molto la mortalità per covid, negli altri Paesi ne facevano molto di meno ed evidentemente avevano molti meno morti”. Frasi che, una volta rilanciate dalla giornalista, hanno attirato migliaia di commenti, molti dei quali divisi in modo netto.

Reazioni e contraccolpi online

La condivisione di Loy ha provocato reazioni immediate. Alcuni utenti hanno difeso la giornalista sostenendo che il suo ruolo sia quello di far emergere temi scomodi e aprire un dibattito pubblico. Altri l’hanno accusata di aver dato visibilità a un video potenzialmente fuorviante in un momento in cui la discussione sulla gestione della pandemia richiede massimo equilibrio e verifiche rigorose.

I commenti più critici sottolineano che la narrazione proposta rischia di alimentare diffidenza nelle istituzioni sanitarie, mentre i sostenitori parlano di “trasparenza dovuta” e chiedono che le parole di Bassetti vengano approfondite in sede parlamentare. In mezzo, una larga fascia di utenti chiede maggiore chiarezza, sottolineando come la discussione sui decessi Covid, sul numero dei tamponi, e sul significato di “morti con” e “morti per” necessiti di dati completi e contestualizzati.

Il ruolo dei social nella diffusione del dibattito

Il caso dimostra ancora una volta come le piattaforme social siano diventate un luogo cruciale per la circolazione di contenuti sanitari e politici. La condivisione di Loy ha funzionato da amplificatore immediato, trasformando un intervento parlamentare in un fenomeno virale nel giro di poche ore. La rapidità con cui opinioni contrastanti si diffondono e si scontrano resta una delle principali criticità nella gestione dell’informazione online, soprattutto quando si tratta di temi sensibili come la pandemia.

Le reazioni degli esperti e il confronto istituzionale

Parallelamente ai commenti degli utenti, anche alcuni esperti del settore sanitario hanno espresso preoccupazione per l’impatto che dichiarazioni così drastiche possono avere sulla percezione pubblica. Diverse figure del mondo scientifico, pur senza entrare direttamente nella polemica, hanno ricordato che la valutazione dei decessi legati al Covid è un processo complesso, basato su protocolli internazionali e su criteri clinici documentati. Intanto, in ambito politico cresce l’attesa per eventuali approfondimenti in Commissione, che potrebbe tornare a esaminare le parole di Bassetti per chiarire i punti più controversi.

Un tema ancora aperto

La vicenda conferma come il tema della pandemia, nonostante siano passati anni dai momenti più difficili, resti un terreno altamente sensibile. La combinazione di dichiarazioni di forte impatto, la visibilità garantita dai social e un clima politico ancora polarizzato crea un contesto in cui ogni parola si trasforma in un detonatore di polemiche. E, come dimostra il caso esploso attorno al video rilanciato da Manuela Loy, la discussione sull’emergenza sanitaria continua a muoversi su un crinale sottile, dove informazione, percezione pubblica e responsabilità comunicativa si intrecciano in modo sempre più complesso.

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Ultimo Aggiornamento: 19/11/2025 09:24

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