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Aurora nata con una malattia rara, i genitori: “La speranza sono gli Usa, ma serve mezzo milione di euro”

Pubblicato: 16/12/2025 10:46

Una corsa contro il tempo, fatta di speranza, paura e solidarietà. Aurora ha poco più di un anno e vive a Monselice, in provincia di Padova, ma il suo futuro potrebbe dipendere da un viaggio dall’altra parte dell’oceano. La bambina è nata con una rara malformazione congenita alla gamba sinistra, una condizione che senza un intervento altamente specializzato rischia di comprometterle per sempre la possibilità di camminare. Oggi, per lei, esiste una sola strada possibile: un’operazione chirurgica negli Stati Uniti, in una struttura che rappresenta un punto di riferimento mondiale per l’ortopedia pediatrica.
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Una diagnosi rara e una sola possibilità

La diagnosi è di quelle che cambiano la vita: deficienza femorale congenita di tipo 3C, una patologia estremamente rara che colpisce l’arto inferiore e ne impedisce il normale sviluppo. In Europa, spiegano i genitori, non esistono centri in grado di affrontare un caso così complesso. L’unica risposta concreta è arrivata dal Paley Institute in Florida, dove il chirurgo Dror Paley, considerato un’autorità internazionale nel settore, ha valutato la documentazione clinica della piccola e aperto uno spiraglio di speranza.

Le sue parole hanno segnato una svolta emotiva per la famiglia. “Potrà camminare”, ha detto dopo aver analizzato le lastre. Un’affermazione che ha restituito senso e direzione a mesi di angoscia e incertezza, come racconta la madre Ilaria Boggian, mentre il padre Luca sottolinea come quella americana sia davvero “l’unica possibilità” per garantire alla figlia una vita il più possibile normale.

Veduta dell

L’intervento e la sfida economica

L’operazione si chiama Rotationplasty Paley Brown ed è tra le procedure più complesse della chirurgia ortopedica pediatrica. Prevede la rotazione della gamba di 180 gradi, trasformando il piede in una sorta di nuovo ginocchio su cui applicare una protesi personalizzata. Un intervento invasivo, seguito da mesi di riabilitazione, ma che può consentire ad Aurora di correre, giocare e crescere come gli altri bambini.

Il problema, ora, è il costo. Per affrontare l’intervento, le cure successive e il soggiorno negli Stati Uniti, servono 500mila euro. Una cifra enorme per una famiglia comune, che ha deciso di non arrendersi e di affidarsi alla solidarietà. È nata così la raccolta fondi “Un passo per Aurora”, un nome che racchiude il senso di una battaglia quotidiana fatta di piccoli gesti e grande determinazione.

Monselice si stringe attorno ad Aurora

In pochi mesi, la storia di Aurora ha coinvolto l’intera comunità. Monselice e i Comuni limitrofi si sono mobilitati con eventi, iniziative e donazioni. Ad oggi sono stati raccolti oltre 90mila euro, un risultato importante che testimonia la forza della rete solidale costruita attorno alla famiglia. Anche il Monselice Volley ha scelto di sostenere la causa per tutta la stagione sportiva, trasformando ogni partita in un’occasione di sensibilizzazione.

Accanto ai cittadini, anche le istituzioni locali hanno deciso di fare la loro parte. La sindaca Giorgia Bedin ha espresso pubblicamente il proprio sostegno ai genitori, affiancandoli in un percorso che non è solo sanitario, ma profondamente umano.

L’operazione dovrà essere eseguita quando Aurora avrà circa tre anni. Il tempo, dunque, è un fattore cruciale. Ogni donazione, ogni iniziativa, ogni condivisione diventa un tassello fondamentale per costruire quel futuro possibile. Perché per Aurora, oggi, camminare non è solo un gesto naturale: è un traguardo che vale una comunità intera.

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