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Garlasco, Bocellari in tv: “Stasi? Non era empatico, ma non era un assassino”

Pubblicato: 18/12/2025 14:06

Nella puntata di lunedì 15 dicembre de Lo Stato delle Cose su Rai 3, tra i temi affrontati c’è stato anche il delitto di Garlasco. Massimo Giletti ha intervistato l’avvocata Giada Bocellari, che insieme al collega Antonio De Rensis difende Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. La legale ha parlato delle nuove indagini su Andrea Sempio, ma anche del primo incontro con Stasi e delle prime parole che lui le rivolse.

Da anni Alberto Stasi è in carcere, ma nei mesi scorsi la Procura di Pavia ha riaperto le indagini sul delitto di Garlasco, iscrivendo nel registro degli indagati Andrea Sempio. I difensori di Stasi attendono ora l’esito dell’inchiesta per valutare una possibile revisione del processo.

Durante l’intervista, Giada Bocellari ha ricordato il suo primo incontro con Stasi, avvenuto quando era praticante nello studio dell’avvocato Giarda, che seguiva l’allora fidanzato di Chiara Poggi. «Quando me lo presentarono, quasi non mi salutò e mi disse: “Tanto sai chi sono io”», ha raccontato. La prima impressione fu quella di una persona poco empatica e «non molto simpatica», un giudizio che col tempo la legale ha riletto come un atteggiamento distaccato e diffidente.

Nel corso della trasmissione è stata riascoltata anche la telefonata al 118 fatta da Stasi la mattina del delitto, spesso indicata come prova di freddezza e distacco emotivo. Bocellari ha però ribadito che Stasi era «spaventato a morte» e ha precisato che la chiamata non partì dalla caserma dei carabinieri, ma davanti alla casa dei Poggi, come risulterebbe dalle celle telefoniche. Ha inoltre ricordato che i primi carabinieri intervenuti lo descrissero come sconvolto e in lacrime, tanto da accusare un malore e richiedere l’intervento di un’ambulanza.

Altro tema affrontato è stato quello del materiale pornografico trovato sul computer di Stasi e che, secondo l’accusa, sarebbe stato visionato anche la mattina dell’omicidio. Su questo punto Bocellari ha osservato che Stasi «sarebbe l’unico assassino che si costruisce un alibi guardando materiale pornografico per poi vergognarsi di dirlo». In studio, però, è stato fatto notare che quel materiale potrebbe essere collegato a un possibile movente, qualora Chiara Poggi lo avesse scoperto la sera prima del delitto.

A quel punto la legale ha reagito con decisione: «La finiamo di parlare solo di Alberto Stasi?». Secondo Bocellari, mentre è in corso una nuova indagine, l’attenzione continua a concentrarsi esclusivamente su Stasi, sulla sua sessualità e su ciò che c’era nel suo pc, lasciando in ombra gli sviluppi investigativi più recenti.

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