
Un’esplosione ha colpito una moschea nel pieno delle preghiere serali a Maiduguri, nel nord-est della Nigeria, causando almeno sette morti. L’attentato è avvenuto nel mercato cittadino, all’interno della moschea di Gamboru, una delle aree più frequentate della capitale dello Stato di Borno.
Secondo quanto riferito da un testimone all’agenzia Reuters, l’esplosione è stata improvvisa e devastante. Il quotidiano nigeriano Daily Trust, citando un sopravvissuto, parla di numerosi fedeli uccisi e di diversi feriti in gravi condizioni. La stessa testata ipotizza un attentatore suicida, mentre il giornale Vanguard riferisce di un ordigno esplosivo improvvisato detonato ieri intorno alle 18. Le forze di sicurezza hanno confermato, nelle prime comunicazioni, un bilancio di sette vittime.
Una città segnata dal terrorismo
L’attacco si inserisce in un contesto segnato da quasi vent’anni di insurrezione jihadista. Maiduguri è da tempo l’epicentro delle violenze attribuite a Boko Haram e alla sua fazione affiliata allo Stato Islamico, l’ISWAP. Un conflitto che ha provocato decine di migliaia di morti e milioni di sfollati nel nord-est del Paese.
I precedenti e le indagini
Nessun gruppo ha rivendicato l’attentato, ma in passato i militanti hanno più volte preso di mira moschee e luoghi affollati a Maiduguri, utilizzando attentatori suicidi e bombe artigianali. Boko Haram ha avviato la sua rivolta proprio nello Stato di Borno nel 2009, con l’obiettivo di instaurare un califfato islamico. Nonostante le operazioni militari e la cooperazione regionale, attacchi sporadici continuano a colpire i civili, mantenendo alta la tensione e la paura nella regione.


