
L’ambasciata russa a Roma torna a colpire l’Italia con toni durissimi, accusando il Paese di aver subito una presunta “ucrainizzazione della politica italiana”. L’affondo arriva attraverso un messaggio pubblicato sui social, nel quale la sede diplomatica parla di consenso tacito e di una vera e propria complicità delle autorità italiane nei confronti di quella che viene descritta come una deriva politica e culturale sempre più marcata.
Nel testo, l’ambasciata russa sostiene che questo processo avrebbe effetti diretti sul dibattito pubblico e sulla libertà di espressione, indicando come esempio recente le contestazioni avvenute all’università Federico II di Napoli. In quell’occasione, un convegno definito filorusso è stato duramente criticato e osteggiato da studenti e attivisti schierati a favore dell’Ucraina, episodio che per Mosca rappresenterebbe una prova concreta del clima che si sarebbe instaurato nel Paese.
Secondo la rappresentanza diplomatica, quanto accaduto a Napoli non costituirebbe un fatto isolato, ma si inserirebbe in una serie di eventi analoghi registrati negli ultimi mesi. Nel messaggio viene richiamato anche il contenuto di un recente intervento del presidente ucraino, definito con espressioni fortemente offensive, che includerebbe auguri di morte nel messaggio natalizio, indicato come un segnale estremo delle conseguenze a cui porterebbe l’ucrainizzazione denunciata.
Le accuse e la solidarietà dichiarata
Nel passaggio conclusivo del post, l’ambasciata russa afferma di esprimere piena solidarietà ai cittadini italiani che, a suo dire, sarebbero oggi vittime di presunti “nazisti ucraini” e di politici italiani irresponsabili accusati di assecondarli. Un linguaggio che ha immediatamente suscitato reazioni e polemiche, alimentando ulteriormente la tensione diplomatica tra Mosca e Roma.
Non si tratta, tuttavia, di un episodio isolato. La sede diplomatica russa in Italia ha già più volte utilizzato i propri canali ufficiali per attaccare frontalmente le istituzioni italiane, prendendo di mira il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, esponenti della classe politica e anche i media italiani, accusati di sostenere una narrazione unilaterale del conflitto in Ucraina. Una strategia comunicativa che conferma come il fronte diplomatico resti uno dei terreni più sensibili e conflittuali nel rapporto tra Italia e Russia.


