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“Eros Ramazzotti mi ha distrutto casa e non vuole risarcirmi”: arriva la replica del cantante dopo le accuse del vicino a City Life

Pubblicato: 27/12/2025 07:28

Una casa in zona CityLife, a Milano, e un vicino illustre. Ma anche una ristrutturazione che avrebbe provocato danni ingenti. È al centro di una causa civile la vicenda che coinvolge Paolo Rossi, revisore dei conti di 59 anni, e il cantante Eros Ramazzotti, proprietario dell’appartamento sovrastante.

Secondo quanto ricostruito, Ramazzotti avrebbe acquistato l’immobile nell’ottobre 2024, trasferendovi la propria residenza, e avrebbe avviato subito lavori di ristrutturazione definiti «inusitati». Gli interventi avrebbero incluso la demolizione di tutti i muri divisori interni, la rimozione di porte, impianti, pavimenti e del massetto, con un uso massiccio di martelli pneumatici.

Dopo circa due settimane di lavori, iniziati il 20 novembre 2024, l’appartamento sarebbe stato ridotto a macerie. Il 4 dicembre 2024, durante ulteriori demolizioni, si sarebbe verificato un crollo nell’abitazione sottostante di Rossi: una porzione adibita a palestra e sauna avrebbe subito il distacco del soffitto, precipitato sulle attrezzature. Solo per caso, i proprietari non si trovavano in casa.

Al rientro, Rossi e la moglie avrebbero trovato l’appartamento gravemente danneggiato e da allora vivrebbero in condizioni di precarietà, con alcune stanze messe in sicurezza tramite impalcati. Già il 13 novembre 2024, prima del crollo, si sarebbe svolto un sopralluogo nell’abitazione di Rossi da parte del direttore dei lavori, l’architetto Luigi Andrea Tafuri, insieme all’amministratrice condominiale Alberta Contestabile, durante il quale l’immobile sarebbe stato giudicato in ottimo stato.

Dopo il cedimento, Rossi avrebbe avvisato amministrazione e impresa appaltatrice, la Gmr, ricevendo inizialmente disponibilità a sospendere i lavori. Sarebbe stato però necessario l’intervento di vigili del fuoco e polizia municipale. Nel loro rapporto, i pompieri avrebbero rilevato demolizioni interne, rimozione di impianti e pavimenti, oltre a un dissesto statico causato da lavori di scavo e demolizione. In alcuni punti, le tavelle del solaio presenterebbero rotture compatibili con i colpi del martello pneumatico.

La stanza interessata dal crollo sarebbe stata interdetta, delimitata con nastro di sicurezza. Il 13 gennaio 2025 i coniugi Rossi avrebbero formalmente contestato l’accaduto a Ramazzotti e all’impresa. Il legale del cantante, Antonio Cacciato, avrebbe risposto definendo le richieste «non condivisibili» e l’atteggiamento «immotivatamente aggressivo».

La vertenza è ora approdata in tribunale. Una relazione tecnica dell’ingegner Paolo Crispiatico, incaricato dal condominio, attribuirebbe con certezza lo sfondellamento dell’intonaco ai lavori di ristrutturazione, rilevando l’assenza di puntellamenti a protezione del solaio. La difesa di Ramazzotti, invece, parlerebbe di problematiche strutturali pregresse dell’edificio.

Il secondo tentativo di conciliazione è fissato per il 19 gennaio 2026. I danni complessivi sarebbero stati quantificati in oltre 200 mila euro, includendo le spese per l’affitto temporaneo di un’altra abitazione e i danni professionali legati all’attività svolta nell’appartamento, inizialmente interrotta e poi rallentata dagli eventi.

La difesa della società

A fronte della diffusione di queste notizie, la risposta ufficiale non si è fatta attendere ed è arrivata tramite una nota stampa di Gaetano Puglisi, amministratore unico della società che cura gli interessi dell’artista. Puglisi ha voluto sottolineare come le versioni circolate finora sui media siano parziali e potenzialmente fuorvianti per l’opinione pubblica. La difesa sostiene infatti che la situazione reale degli immobili non corrisponda affatto alle descrizioni allarmistiche fornite dalla controparte. Viene inoltre precisato un dettaglio non trascurabile, ovvero che proprio l’appartamento di proprietà di Eros Ramazzotti risulterebbe essere l’unico dello stabile attualmente non utilizzabile, ribaltando in parte la narrazione del vicino danneggiato.

Nonostante la battaglia legale in corso, viene ribadito con forza che Eros Ramazzotti si è sempre dimostrato aperto al confronto e disponibile al dialogo. La nota stampa sottolinea che il cantante non avrebbe responsabilità dirette nella gestione del cantiere, trattandosi di attività delegate a ditte specializzate e professionisti del settore. Lo sconcerto espresso dall’entourage riguarda soprattutto il tentativo di sfruttare la fama del cantante per dare risonanza mediatica a una vicenda che dovrebbe invece restare confinata nelle aule di giustizia. L’obiettivo della difesa è quello di riportare il caso a una dimensione di equilibrio, evitando che il giudizio mediatico anticipi quello formale della magistratura.

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Ultimo Aggiornamento: 27/12/2025 19:00

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