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Morte per intossicazione a Campobasso, il marito e papà delle vittime è vigile: “Penso solo a loro”

Pubblicato: 30/12/2025 12:20

È in progressivo miglioramento Gianni Di Vita, ex sindaco di Pietracatella (Campobasso), ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Spallanzani di Roma per una sospetta intossicazione, la stessa che è risultata fatale alla moglie Antonella Di Ielsi e alla figlia Sara Di Vita, di 15 anni.

Le due sono morte a poche ore di distanza all’ospedale Cardarelli di Campobasso, dove l’intera famiglia si era recata nei giorni successivi alla vigilia di Natale dopo aver accusato sintomi inizialmente giudicati generici. Madre e figlia erano state dimesse due volte, prima del rapido e drammatico peggioramento delle loro condizioni.

Secondo quanto comunicato dall’istituto romano, Di Vita, pur restando ricoverato in Rianimazione, è vigile e sotto costante osservazione. «Proseguono gli accertamenti per definire le possibili cause», si legge nella nota ufficiale dello Spallanzani.

Resta ricoverata in reparto ordinario, a scopo puramente precauzionale, anche l’altra figlia dell’ex primo cittadino. Le sue condizioni, riferiscono i sanitari, sono buone e non destano al momento preoccupazioni.

Nelle scorse ore Di Vita è riuscito a parlare brevemente al telefono con un giornalista della trasmissione “Dentro la Notizia”, in onda su Canale 5. «Sto bene, sono in miglioramento e va bene così. Penso solo a mia moglie e a mia figlia», ha detto con voce provata.

Parole cariche di dolore, in cui l’uomo ha espresso anche tutta la sua preoccupazione per la figlia superstite: «È la mia vita», ha aggiunto, concentrandosi sul lutto che ha colpito una famiglia molto conosciuta e stimata nella comunità di Pietracatella.

Nel frattempo proseguono le indagini della Procura, che ha iscritto nel registro degli indagati cinque medici della struttura sanitaria. Le ipotesi di reato, come atto dovuto, sono quelle di omicidio colposo e lesioni colpose, per verificare se i precedenti accessi in ospedale siano stati gestiti correttamente.

Gli inquirenti hanno disposto il sequestro degli alimenti presenti in casa e consumati nei giorni precedenti al Natale: tra questi cozze, baccalà e funghi, tutti confezionati e certificati. I campioni sono stati inviati all’Istituto Zooprofilattico del Molise e al Policlinico Gemelli per le analisi.

Nelle ultime ore è emersa anche una seconda pista investigativa, legata a una possibile contaminazione accidentale delle farine. In un mulino riconducibile a parenti di Di Vita, alcune settimane fa, sarebbe stata effettuata una disinfestazione contro i topi. Gli investigatori stanno valutando l’ipotesi di un contatto con veleno topicida, ma al momento si tratta solo di una possibilità ancora tutta da verificare.

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