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Non solo Crans-Montana: dalla festa alla tragedia, i precedenti più drammatici

Pubblicato: 01/01/2026 13:55

Panico improvviso, fumo, fuoco e calca, l’inferno che irrompe nel pieno del divertimento. Nel corso degli anni, numerosi locali della movida si sono trasformati in trappole mortali, segnando per sempre intere generazioni di giovani. Dalla Scandinavia al Sud-est asiatico, passando per l’Europa e le Americhe, gli elementi si ripetono: uscite insufficienti, carenze nei sistemi di sicurezza, eventi pirotecnici o impianti elettrici difettosi.
La tragedia di Crans-Montana si inserisce così in una lunga e dolorosa sequenza di precedenti.

Göteborg, 1998: 63 giovani morti in una discoteca senza vie di fuga

Uno dei casi più gravi resta l’incendio della discoteca di Göteborg, in Svezia, nel 1998. Un rogo doloso scoppiato durante una festa causò la morte di 63 ragazzi, in gran parte giovani stranieri tra i 12 e i 25 anni, mentre oltre 200 persone rimasero ferite.
Il locale disponeva di una sola scala come via di uscita. Nel caos, alcuni tentarono di salvarsi lanciandosi dalle finestre. L’episodio mise drammaticamente in luce la totale inadeguatezza delle misure di sicurezza, diventando uno dei peggiori disastri mai avvenuti in Europa in un locale notturno.

Macedonia del Nord, 2025: incendio durante un concerto

Appena pochi mesi fa, nel marzo 2025, un’altra tragedia ha colpito una discoteca della Macedonia del Nord. Durante un concerto live, uno spettacolo pirotecnico ha innescato un incendio che ha provocato 60 vittime, quasi tutte giovani.
Anche in questo caso, le indagini hanno evidenziato gravi carenze nei sistemi di sicurezza del locale e una gestione inadeguata dell’emergenza, con conseguenze letali nel giro di pochi minuti.

Santa Maria, Brasile 2013: 231 morti al nightclub Kiss

Tra le stragi più devastanti c’è quella del nightclub Kiss, a Santa Maria, in Brasile, nel 2013. Durante una festa universitaria, i fuochi d’artificio utilizzati sul palco provocarono un incendio che costò la vita a 231 persone.
Il locale aveva una sola via di fuga e molti dei presenti morirono soffocati o schiacciati dalla folla nel tentativo disperato di uscire. La tragedia scosse profondamente il Paese e portò a una revisione delle norme di sicurezza, arrivata però troppo tardi per le vittime.

Bangkok, 2009: Capodanno di fuoco al Santika Club

La notte di Capodanno del 2009 si trasformò in un incubo al Santika Club di Bangkok, in Thailandia. Un corto circuito durante il concerto di una band fece divampare un incendio all’interno del locale.
Il bilancio fu di 66 morti, molti dei quali giovani ustionati o schiacciati dalla folla mentre cercavano una via di fuga tra fumo e fiamme. Anche in questo caso, l’assenza di uscite adeguate e di un piano di emergenza efficace risultò determinante.

Una catena di tragedie annunciate

Da Göteborg a Bangkok, passando per Santa Maria e la Macedonia del Nord, le stragi nei locali notturni mostrano uno schema ricorrente: eventi affollati, strutture non adeguate, sottovalutazione dei rischi. Ogni tragedia riporta al centro il tema della sicurezza nei luoghi del divertimento, troppo spesso affrontato solo dopo che il peggio è già accaduto.

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Ultimo Aggiornamento: 01/01/2026 13:56

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