
La notte di Capodanno a Crans-Montana si è trasformata in una strage che coinvolge anche l’Italia. Tra i dispersi e i ricoverati della festa finita nel caos ci sono diversi cittadini italiani, molti dei quali giovanissimi. Il bilancio resta grave: 16 persone disperse e 15 ricoverate, mentre proseguono le verifiche ufficiali e le ricerche.
Al centro di informazioni allestito dall’Unità di crisi della Farnesina a Crans-Montana si sono radunati familiari e amici in attesa di notizie. È attraverso le loro testimonianze che stanno emergendo i primi nomi degli italiani che non hanno più dato notizie di sé dopo la tragedia.
I dispersi italiani: 5 sono 15enni
Per quanto riguarda i dispersi, risultano dieci nominativi, ma il numero totale dei dispersi italiani è di 19. Si tratta di Achille Osvaldo Giovanni Barosi, nato il 17 luglio 2009; Riccardo Minghetti, nato il 2 settembre 2009; Chiara Costanzo, nata il 5 giugno 2009; Lisa Pieropan, nata il 9 dicembre 1998; Giovanni Raggini, nato il 26 settembre 1997; Juliette Doronzo, nata il 23 dicembre 1999; Giovanni Tamburi, nato il 21 dicembre 2009; Linda Cavallaro, nata il 23 ottobre 2003; Alessandra Galli Demin, nata il 5 febbraio 1970; Giuliano Biasini. Un elenco che restituisce con crudezza la dimensione della tragedia, segnata da un’età media bassissima: se i dispersi saranno identificati tra le vittime non ancora riconosciute o impossibili da riconoscere, si profila un’autentica strage di nostri connazionali minorenni.
I ricoverati negli ospedali svizzeri
Risultano invece ricoverati diversi cittadini italiani soccorsi nella notte. Leonardo Bove ed Eleonora Palmieri si trovano presso l’ospedale di Sion. Antonio Lucia e Filippo Leone Grassi sono ricoverati a Losanna, mentre Francesca Nota è stata trasferita a Zurigo. A Sion si trova anche Manfredi Marcucci, mentre Talingdan Kian Kaiser risulta tra i feriti assistiti dal personale sanitario.
Le prossime ore saranno decisive per chiarire il destino dei dispersi italiani e aggiornare le condizioni dei feriti, mentre Crans-Montana resta sospesa nell’attesa e nel silenzio del primo giorno del 2026.
Articolo in aggiornamento


