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Russia-Ucraina, allarme Kiev: “Il 7 gennaio possibile provocazione di Mosca per far saltare i negoziati”

Pubblicato: 02/01/2026 15:20

L’attenzione internazionale si concentra sul 7 gennaio, una data che potrebbe segnare un nuovo e pericoloso punto di svolta nel conflitto tra Russia e Ucraina. Secondo le valutazioni dell’intelligence di Kiev, Mosca starebbe preparando una provocazione su vasta scala, con l’obiettivo di provocare numerose vittime civili e compromettere definitivamente i tentativi di dialogo in corso, inclusi quelli mediati dagli Stati Uniti.

Le autorità ucraine parlano di un’operazione studiata nei dettagli, pensata per alimentare una nuova escalation e rafforzare una narrazione già avviata nei giorni scorsi. «L’operazione è di natura complessa», spiegano gli analisti, «dopo il cosiddetto attacco alla residenza del presidente russo Vladimir Putin, stiamo registrando la diffusione di informazioni inventate e pretestuose per preparare il pubblico russo e straniero a un’ulteriore escalation». Un clima che, secondo Kiev, non sarebbe casuale ma parte di una strategia più ampia.

Il significato del 7 gennaio e i possibili bersagli

La scelta della data non sarebbe affatto casuale. Il 7 gennaio coincide infatti con il Natale celebrato secondo il calendario giuliano dalla Chiesa ortodossa, una ricorrenza dal forte valore simbolico in Russia e nei territori sotto influenza del Cremlino. Proprio per questo, l’eventuale provocazione potrebbe colpire un luogo di culto o una struttura di grande rilevanza religiosa e identitaria, sia all’interno della Federazione Russa sia nelle aree dell’Ucraina attualmente occupate.

L’obiettivo, spiegano le stesse fonti, sarebbe duplice: colpire emotivamente l’opinione pubblica e attribuire la responsabilità dell’atto a Kiev. Per rendere credibile questa versione, i piani includerebbero la fabbricazione di prove. In particolare, verrebbero utilizzati detriti di droni d’attacco di produzione occidentale, che sarebbero fatti arrivare sul luogo dell’esplosione dalla linea del fronte, così da simulare un coinvolgimento diretto dell’Ucraina.

«Sfruttare la paura e compiere atti terroristici con vittime umane sotto falsa bandiera corrisponde pienamente allo stile operativo dei servizi segreti russi», osservano gli analisti ucraini, sottolineando come simili tattiche siano già state adottate in passato in contesti di alta tensione.

Il quadro si inserisce in un momento già estremamente delicato, segnato da voci sulle condizioni di salute di Ramzan Kadyrov, leader ceceno e storico alleato di Vladimir Putin, che secondo alcune fonti sarebbe ricoverato a Mosca e in condizioni peggiorate. Un elemento che, se confermato, potrebbe contribuire ad aumentare l’instabilità interna e spingere verso azioni dimostrative all’esterno.

Mentre il 7 gennaio si avvicina, la comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione. L’eventualità di una provocazione con vittime civili rappresenterebbe non solo un dramma umano, ma anche un colpo durissimo a qualsiasi prospettiva di negoziato e de-escalation, in una fase in cui il conflitto appare già sull’orlo di un nuovo, pericoloso allargamento.

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