
Nella notte del 3 gennaio, gli Stati Uniti hanno condotto un’operazione militare in Venezuela contro obiettivi politici e militari. Durante l’azione sono stati arrestati il presidente Nicolas Maduro e la moglie, successivamente trasferiti negli Stati Uniti: saranno processati per narcotraffico. Per gli Stati Uniti si tratta di un’operazione parte di una strategia di sicurezza internazionale. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che “gli Stati Uniti non sono in guerra con il Venezuela”.
20:59 – Maduro domani davanti al giudice a New York
Il Tribunale federale distrettuale di Manhattan ha comunicato che Nicolás Maduro comparirà domani alle 12 (ora locale) davanti al giudice Alvin K. Hellerstein per la prima udienza. Insieme a lui sarà presente anche la moglie Cilia Flores.
20:58 – Il figlio di Maduro: “La storia dirà chi sono i traditori”
Nicolás Maduro Guerra, figlio primogenito del presidente venezuelano, ha parlato di possibili tradimenti interni dopo la cattura del padre. In un intervento su Instagram ha accusato gli Stati Uniti di voler “seminare dubbi” all’interno del governo di Caracas e non ha escluso il coinvolgimento di figure sleali vicine a Maduro. “Ora dobbiamo governare il Paese e riportare a casa sani e salvi Nicolás Maduro Moro e Cilia Flores. La storia dirà chi sono i traditori”, ha affermato.
20:40 – Kallas e 26 Paesi Ue: “Rispetto del diritto del popolo venezuelano”
In una dichiarazione congiunta firmata dall’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas e da 26 Stati membri (tutti tranne l’Ungheria), l’Unione europea ribadisce che Nicolás Maduro non ha la legittimità di un presidente eletto democraticamente e sostiene una transizione pacifica guidata dai venezuelani, nel rispetto della sovranità del Paese e del diritto del popolo a determinare il proprio futuro.
20:21 – Caracas: “Attaccare il Venezuela significa attaccare l’America Latina”
Il ministro degli Esteri venezuelano Yvan Gil, intervenendo al vertice straordinario della Celac, ha definito l’operazione Usa “un attacco a tutta l’America Latina”. Gil ha invitato i Paesi membri a non restare in silenzio e a chiedere il ritiro delle forze militari statunitensi dai Caraibi e la liberazione immediata di Maduro.
20:09 – Meloni sente Machado: “Si apre una nuova pagina di speranza”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto un colloquio telefonico con Maria Corina Machado. Secondo Palazzo Chigi, durante la conversazione è stato condiviso che l’uscita di scena di Maduro potrebbe aprire una nuova fase di speranza per il Venezuela, orientata a una transizione pacifica, democratica e al ripristino dello Stato di diritto.
18:03 – Ministro della Difesa venezuelano: “Rilascio immediato di Maduro, Usa potenza coloniale”
Il ministro della Difesa del Venezuela Vladimir Padrino López ha chiesto agli Stati Uniti il rilascio immediato di Nicolás Maduro, definito «il leader costituzionale vero e autentico di tutti i venezuelani». In un videomessaggio alla nazione, circondato da ufficiali militari, il generale ha condannato quella che ha definito l’ambizione colonialista di Washington, invitando la comunità internazionale a «guardare con attenzione a quanto sta accadendo contro la sovranità del Venezuela». «Se ieri è successo a noi, domani potrebbe accadere ovunque», ha avvertito.
17:39 – Forze armate: “La popolazione riprenda le normali attività”
Le Forze Armate venezuelane, sempre per voce di Padrino López, hanno invitato la popolazione a riprendere le normali attività dopo quello che viene definito un «attacco americano». L’appello arriva all’indomani del blitz delle forze speciali statunitensi che ha portato alla cattura di Maduro e della moglie nella residenza di Caracas.
17:35 – Rubio: “Rodríguez non è la presidente legittima”
Il segretario di Stato Marco Rubio ha affermato che Delcy Rodríguez non può essere considerata «la presidente legittima del Venezuela», ribadendo che per Washington l’attuale assetto di potere non è riconosciuto. Rubio ha spiegato che gli Stati Uniti sono consapevoli dell’esistenza di figure in grado di favorire un cambiamento, ma che la legittimità del governo potrà derivare solo da una fase di transizione e da elezioni.
17:33 – Vance replica alle critiche: “Il Venezuela ha espropriato le nostre attività”
Il vicepresidente JD Vance ha respinto le accuse legate agli interessi petroliferi statunitensi, ricordando che circa vent’anni fa il Venezuela espropriò proprietà petrolifere americane, utilizzandole – a suo dire – per arricchirsi e finanziare attività legate al narcotraffico. «Capisco l’ansia per l’uso della forza militare – ha scritto su X – ma dovremmo permettere a un comunista di rubare le nostre cose nel nostro emisfero senza fare nulla?». Vance ha inoltre sottolineato che, oltre al fentanyl, la cocaina resta la principale droga trafficata dal Venezuela.
17:32 – Difesa venezuelana: “Scorta di Maduro uccisa a sangue freddo”
Padrino López ha infine denunciato l’uccisione “a sangue freddo” della scorta di Nicolás Maduro durante l’operazione americana che ha portato alla cattura del presidente. Un’accusa che contribuisce ad alzare ulteriormente il livello dello scontro verbale e politico tra Caracas e Washington.
16:30 – Rubio: “Il Congresso non è stato informato, non si è trattato di un’invasione”
Il segretario di Stato Marco Rubio ha spiegato che l’amministrazione Trump non ha informato il Congresso prima dell’operazione in Venezuela perché, a suo dire, non si è trattato di un’invasione militare. In un’intervista ad Abc, Rubio ha definito la cattura di Nicolás Maduro come una «operazione di applicazione della legge», sostenendo che il leader venezuelano sia stato «arrestato sul campo da agenti dell’Fbi». Informare il Congresso, ha aggiunto, avrebbe comportato il rischio di fughe di notizie, incompatibili con un’azione che richiede l’allineamento di numerose condizioni operative, dal meteo ai movimenti delle persone coinvolte.
Secretary of State Marco Rubio said the U.S. was in charge of the direction of the situation in Venezuela after U.S. forces arrested and deposed Venezuelan President Nicolás Maduro early Saturday morning. https://t.co/s5vMjxXHmP
— ABC News (@ABC) January 4, 2026
16:23 – Rubio: “Gli Stati Uniti non sono in guerra con il Venezuela”
In una seconda intervista, rilasciata alla Nbc, Rubio ha ribadito che gli Stati Uniti «non sono in guerra con il Venezuela», ma che l’azione americana è diretta «contro le organizzazioni del narcotraffico». Una distinzione con cui Washington tenta di ridimensionare il significato militare dell’operazione che ha portato alla cattura del presidente venezuelano.
15:55 – Tajani: “Lavoriamo per la liberazione degli italiani detenuti in Venezuela”
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto al Tg2, ha assicurato che il governo italiano sta seguendo «minuto per minuto» l’evolversi della situazione in Venezuela. Tajani ha invitato i connazionali presenti nel Paese alla massima prudenza e ha confermato che la Farnesina è al lavoro anche per la liberazione degli italiani detenuti, compreso il cooperante Trentini. «Speriamo che con il cambio di regime e con l’uscita di scena di Maduro si possa riuscire a riportarli a casa», ha aggiunto.
La premier #Meloni chiarisce che la priorità del governo, è la sicurezza della comunità italiana in #Venezuela, e spiega che l'#Italia ha sempre condannato il regime di #Maduro. E del blitz americano, ma anche della strage in #Svizzera ha parlato il ministro #Tajani pic.twitter.com/JZQeDIxoOn
— Tg2 (@tg2rai) January 4, 2026
15:53 – Rubio: “Il governo cubano è un enorme problema”
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha definito il governo cubano «un enorme problema» e «in grossi guai», rispondendo a una domanda su una possibile estensione della strategia dell’amministrazione Trump dopo l’operazione contro il Venezuela. Intervistato dalla Nbc, Rubio ha evitato di anticipare i prossimi passi, ma ha ribadito che Washington non ha mai nascosto la propria ostilità verso il regime dell’Avana.
15:49 – Trump alle compagnie petrolifere Usa: “Investite in Venezuela per recuperare gli asset”
L’amministrazione Trump ha invitato le compagnie petrolifere statunitensi a tornare in Venezuela se intendono recuperare gli asset confiscati dal precedente regime. L’obiettivo è rilanciare l’industria petrolifera del Paese, che possiede riserve superiori a quelle dell’Arabia Saudita. Al momento, però, l’iniziativa incontra freddezza: pesano l’instabilità politica, l’incertezza sulla transizione e una domanda globale di petrolio meno forte rispetto al passato.
15:47 – New York Times: “La scelta Usa di puntare su Rodríguez era preparata da tempo”
Secondo il New York Times, la rimozione di Nicolás Maduro è stata preparata a lungo anche sul piano politico. Washington avrebbe deciso da settimane di puntare sulla vicepresidente Delcy Rodríguez come figura di transizione, ritenendola interlocutrice affidabile soprattutto sul fronte energetico. La scelta sarebbe stata favorita anche dalla scarsa fiducia di Trump nella leader dell’opposizione María Corina Machado, giudicata priva di un adeguato sostegno interno.
15:32 – Rubio: “Prematuro parlare di elezioni in Venezuela”
Parlare ora di elezioni in Venezuela è «prematuro». Lo ha affermato Marco Rubio, sottolineando che tra gli obiettivi prioritari degli Stati Uniti c’è la rottura dei legami del Paese con Iran e Hezbollah. Il segretario di Stato ha aggiunto di essere «molto coinvolto» nel processo di transizione politica venezuelano.
15:23 – Rubio: “Pronti a lavorare con i leader se faranno la scelta giusta”
Gli Stati Uniti sono pronti a collaborare con i leader rimasti in Venezuela, a condizione che «prendano la decisione giusta». Rubio ha chiarito che Washington valuterà i comportamenti concreti del nuovo assetto di potere, avvertendo che, in caso contrario, resteranno attive tutte le leve di pressione, a partire dall’embargo petrolifero.
14:56 – Protesta a Madrid contro l’intervento Usa in Venezuela
A Madrid circa un migliaio di persone hanno manifestato davanti all’ambasciata degli Stati Uniti contro l’intervento militare in Venezuela e l’arresto di Nicolás Maduro. I manifestanti hanno bloccato una delle arterie centrali della città e scandito slogan contro Washington, definendo l’operazione «illegittima». Alla protesta hanno partecipato esponenti della sinistra spagnola, che hanno parlato di «terrorismo di Stato» e di guerre motivate da interessi energetici.
14:42 – Media: “Super-testimone contro Maduro nel processo Usa”
Secondo Newsweek, gli Stati Uniti potrebbero contare su un super-testimone nel processo contro Maduro: Hugo Armando Carvajal Barrios, ex capo dell’intelligence militare venezuelana. Arrestato negli Usa e già dichiaratosi colpevole di reati gravissimi, Carvajal potrebbe testimoniare contro l’ex presidente prima della definizione della sua condanna.
14:26 – Argentina e Perù chiudono le frontiere ai funzionari di Maduro
II governi di Argentina e Perù hanno annunciato misure per impedire l’ingresso nei rispettivi Paesi di funzionari, militari e imprenditori legati al regime di Maduro. L’obiettivo dichiarato è evitare che l’America Latina diventi una via di fuga per persone ricercate o sanzionate, scongiurando tentativi di sottrarsi alla giustizia internazionale.
12.25 Parla il papa
«Con animo colmo di preoccupazione seguo gli sviluppi della situazione in Venezuela – ha detto il Papa all’Angelus -. Il bene dell’amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione e indurre a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace, garantendo la sovranità del Paese, assicurando lo stato di diritto iscritto nella Costituzione, rispettando i diritti umani e civili di ognuno e di tutti, e lavorando per costruire insieme un futuro sereno di collaborazione, di stabilità e di concordia, con speciale attenzione ai più poveri che soffrono a causa della difficile situazione economica».
11.40 Amnesty lancia l’allarme
L’azione militare in Venezuela dall’amministrazione Trump «solleva gravi preoccupazioni per i diritti umani della popolazione venezuelana. Con estrema probabilità essa costituisce una violazione del diritto internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite, così come lo è l’intenzione dichiarata dagli Stati Uniti di gestire il paese e di controllarne le risorse petrolifere». Lo scrive Amnesty International. L’organizzazione non governativa, «è particolarmente preoccupata per il rischio di un’ulteriore escalation delle violazioni dei diritti umani nel Paese». Amnesty esorta il governo degli Stati Uniti a rispettare il diritto internazionale, a dare priorità alla protezione della popolazione civile e a garantire i diritti umani di tutte le persone private della libertà. Amnesty chiede inoltre alle autorità venezuelane di astenersi da ulteriori azioni repressive. L’organizzazione poi si dice «allarmata dal fatto che l’attacco contro il Venezuela e la cattura di NicolÃís Maduro e Cilia Flores da parte di uno dei cinque stati membri permanenti del Consiglio di sicurezza Onu contribuisca ad aggravare ulteriormente il collasso del diritto internazionale e dell’ordine internazionale basato su norme giuridiche».
11.20 – Il destino di Maduro
Secondo quanto riferito da fonti americane, Maduro è stato portato a New York, dove dovrà affrontare un processo per accuse legate al traffico di droga. Washington ha definito l’operazione come parte di una strategia di sicurezza internazionale.
11.00 – Le parole di Trump
Il presidente Donald Trump, intervenendo da Mar-a-Lago, ha dichiarato che gli Stati Uniti “guideranno il Venezuela” fino a quando non sarà possibile garantire una transizione ordinata del potere, assicurando stabilità politica ed economica nel Paese.

10.20 – Il ruolo del petrolio
Trump ha inoltre affermato che le compagnie petrolifere statunitensi avranno un ruolo centrale nella futura ricostruzione del settore energetico venezuelano, sottolineando l’interesse strategico di Washington nella regione.
10.05 – Usa freddi su Machado
Fredda la posizione della Casa Bianca sulla leader dell’opposizione María Corina Machado, premiata con il Nobel: secondo Trump, non avrebbe il sostegno sufficiente per governare il Paese in questa fase di transizione.
8:01 – Rabbia della Cina
La Cina ha chiesto agli Stati Uniti di rilasciare immediatamente Nicolas Maduro e la moglie, definendo l’operazione una violazione del diritto internazionale e invitando Washington a garantire la loro sicurezza personale.
8:08 – La decisione
La Corte Suprema del Venezuela ha affidato alla vicepresidente Delcy Rodríguez la guida ad interim del Paese. In una nota ufficiale, la Corte ha precisato che la nomina serve a garantire la continuità amministrativa, senza dichiarare vacante la carica presidenziale.
8:15 – Dov’è Maduro
Secondo la Cnn, Nicolas Maduro è stato trasferito nel carcere federale di Brooklyn, dopo essere arrivato a Manhattan in elicottero e scortato dalle forze di polizia statunitensi.
8:25 – 04 L’annuncio Faa
La Federal Aviation Administration (Faa) ha annunciato la revoca delle restrizioni allo spazio aereo dei Caraibi. Le compagnie aeree hanno iniziato a ripristinare i voli nella regione, senza riferimenti diretti allo spazio aereo venezuelano.


