
Il corpo di Simone Dal Bon, escursionista di 43 anni, è stato ritrovato oggi, domenica 4 gennaio, dopo otto giorni di ricerche sulle montagne vicentine. L’uomo, residente a Schio, era disperso dal 27 dicembre. Il cadavere è stato individuato in un canalone impervio sotto Punta Favella, sul versante veneto del Pasubio, in una zona particolarmente difficile da raggiungere.
La dinamica dell’incidente è ancora in fase di accertamento, ma secondo le prime valutazioni Dal Bon potrebbe essere scivolato per oltre 150 metri, precipitando lungo il versante.
Le ricerche e l’avvistamento dall’alto
Il ritrovamento è avvenuto grazie a una squadra di terra del Soccorso alpino e speleologico, che durante le perlustrazioni ha individuato tracce di ciaspole che a un certo punto si interrompevano. Da quell’area è stato richiesto un sorvolo in elicottero, che ha permesso di individuare dall’alto il corpo dell’uomo, finito in un ambiente roccioso e particolarmente impervio.
Dopo il nullaosta delle autorità, la salma è stata recuperata con l’elicottero dei Vigili del fuoco di Mestre, con a bordo personale del Soccorso alpino, e successivamente consegnata al carro funebre. Le operazioni di identificazione si sono concluse intorno alle 16.30.
Dall’auto a Pian delle Fugazze al Pasubio
Le ricerche erano iniziate nei giorni scorsi dopo il ritrovamento dell’auto di Dal Bon a Pian delle Fugazze, al confine tra Veneto e Trentino, nella stessa zona in cui era stato registrato l’ultimo aggancio della cella telefonica del suo cellulare. Sabato 3 gennaio le operazioni si erano concentrate tra Pasubio, Baffelan e Cornetto, senza esito.
All’alba di oggi le squadre sono tornate in quota con il supporto dell’elicottero di Trento. Poche ore dopo, intorno alle 13, l’individuazione del corpo ha messo fine alle ricerche. Dal Bon, classe 1983, era un appassionato di montagna, considerato un alpinista esperto e abituato a organizzare escursioni in solitaria.


