
«Una tragedia incommensurabile che ci ha colpito non solo come istituzioni, ma anche come genitori e nonni». Con queste parole il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato la strage avvenuta nella notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, intervenendo in collegamento telefonico con la rubrica Italia Europa del Tg2.
Tajani ha sottolineato come l’incendio che ha causato decine di vittime abbia colpito profondamente l’intera comunità italiana, «all’inizio dell’anno, con tanti ragazzi morti e feriti». Il ministro ha ribadito l’impegno costante della Farnesina e delle istituzioni italiane nel fornire assistenza ai connazionali coinvolti: «Abbiamo fatto tutto il possibile per stare vicino ai nostri compatrioti».
Il rientro delle salme in Italia
Nel suo intervento, Tajani ha ricordato che la giornata odierna segna «l’ultimo atto» di una fase drammatica, con il rientro in patria delle salme delle vittime italiane. Il ministro ha annunciato che sarà personalmente a Roma per accogliere, insieme al ministro per lo Sport Andrea Abodi, la famiglia e la salma di Riccardo Minghetti, il sedicenne romano morto nella strage.
Un gesto simbolico e istituzionale che, nelle parole del titolare della Farnesina, vuole rappresentare la vicinanza dello Stato alle famiglie colpite e a tutta la comunità italiana duramente segnata dalla tragedia.
L’attenzione sulla comunità italiana in Venezuela
Nel corso del collegamento, Tajani ha affrontato anche il tema del Venezuela, all’indomani dell’intervento statunitense e della cattura del presidente Nicolás Maduro. «Stiamo assistendo la comunità italiana in Venezuela, composta da 170-180mila persone, una delle più grandi al mondo», ha spiegato il vicepremier, assicurando un monitoraggio costante della situazione.
Il ministro ha inoltre ricordato l’impegno del governo italiano per la liberazione di Alberto Trentini, il cooperante detenuto in Venezuela dal novembre 2024, e per altri cittadini incarcerati nel contesto delle proteste seguite alle elezioni presidenziali. «Non sarà facile», ha ammesso Tajani, «ma speriamo che lo diventi dopo l’uscita di Maduro».
Un doppio fronte, quello umanitario e quello diplomatico, che vede la Farnesina impegnata in ore decisive, tra il dolore per una tragedia che ha colpito giovani vite e l’instabilità internazionale che continua a mettere a rischio le comunità italiane all’estero.

