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“Poco prima della strage”. Crans-Montana, spunta il video che può cambiare tutto

Pubblicato: 08/01/2026 12:43

A una settimana esatta dal devastante incendio di Capodanno che ha causato 40 morti e 116 feriti nel locale Le Constellation, gli investigatori hanno ormai raccolto tutte le immagini disponibili. Telecamere di sorveglianza e, soprattutto, decine di video girati con gli smartphone dai presenti sono diventati il cuore dell’inchiesta.

Quei filmati, inizialmente duramente criticati perché mostrano ragazzi intenti a riprendere mentre il fumo invade la sala, oggi si rivelano invece prove decisive. Frame dopo frame, consentono di ricostruire con precisione la sequenza degli eventi che ha portato alla strage.

Le immagini sono state affidate a un team di esperti dell’Università di Losanna, dell’Istituto svizzero di polizia e dell’Istituto forense di Zurigo. Incrociate con le testimonianze dei sopravvissuti, stanno dando vita a quello che il capo della polizia cantonale Frédéric Gisler definisce un vero e proprio «documentario fedele del disastro».

Secondo gli inquirenti, l’analisi dei video potrebbe ribaltare il quadro delle responsabilità. Un filmato risalente al Capodanno 2020 mostra bottiglie con candele pirotecniche sollevate verso il soffitto fonoassorbente, mentre un membro dello staff grida per due volte: «Attenzione alla schiuma!».

Un dettaglio chiave che dimostrerebbe come i gestori, Jacques e Jessica Moretti, fossero consapevoli del rischio da almeno cinque anni, senza aver mai adottato misure correttive. Un elemento che potrebbe trasformare l’accusa da omicidio colposo a dolo eventuale.

In quel caso, le pene potrebbero arrivare fino a 20 anni di carcere, con la possibilità di arresti immediati. Gli investigatori stanno inoltre approfondendo il ruolo di altri soggetti, inclusi membri dello staff presenti nel locale quella notte.

Altri filmati mostrano con chiarezza il momento dell’innesco. Si vede una cameriera con casco nero, sollevata sulle spalle di un ragazzo mascherato, alzare una bottiglia luminosa che sfiora il controsoffitto, dando origine alle prime fiamme.

Pochi secondi dopo, alcuni giovani uniscono più candele creando un improvvisato “falò”, mentre un ragazzino tenta inutilmente di spegnerlo con uno straccio. Il fuoco si propaga rapidamente, alimentato dai materiali altamente infiammabili.

Nessun video documenta un intervento efficace del personale: non si vedono acqua sulle fiamme, luci accese, musica interrotta o indicazioni chiare verso le uscite di sicurezza. Il lavoro degli esperti continua per selezionare le prove cruciali e ridefinire le ipotesi di reato.

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