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Caos elezioni in Honduras, presidente ordina il riconteggio

Pubblicato: 11/01/2026 07:24

Il panorama politico in Honduras sta attraversando una fase di estrema tensione che minaccia la stabilità democratica del Paese centroamericano. La decisione della presidente uscente Xiomara Castro di intervenire direttamente sul processo elettorale ha innescato una reazione a catena che coinvolge istituzioni nazionali e attori internazionali di primo piano. La situazione attuale rappresenta l’apice di un lungo periodo di incertezza iniziato subito dopo la chiusura dei seggi quando i primi dati hanno mostrato un margine estremamente ridotto tra i principali contendenti alla carica presidenziale.

Il decreto presidenziale e la richiesta del nuovo conteggio

L’atto formale firmato da Xiomara Castro impone un riesame totale delle schede elettorali attraverso la formula del voto per voto annullando di fatto la precedente proclamazione ufficiale. Questa mossa arriva dopo che il Consiglio Nazionale Elettorale aveva dichiarato vincitore il candidato della destra Nasry Juan Tito Asfura lo scorso 24 dicembre al termine di uno spoglio durato oltre un mese. La presidenza sostiene che la trasparenza del processo sia stata compromessa da irregolarità sistemiche rendendo necessario un intervento drastico per garantire la legittimità del futuro governo. Il decreto sospende immediatamente gli effetti della vittoria di Asfura creando un vuoto di potere istituzionale e una profonda spaccatura tra il governo in carica e l’organismo elettorale indipendente.

I dati ufficiali forniti dal Cne prima del blocco presidenziale delineavano uno scenario di fortissimo equilibrio con Asfura in vantaggio al 40,27% delle preferenze. Il suo principale sfidante Salvador Nasralla esponente del Partito Liberale di centro seguiva a brevissima distanza con il 39,39% dei consensi. Questa differenza minima ha alimentato i sospetti di frode non solo da parte di Nasralla ma anche dello stesso partito di governo Libre che ha contestato duramente le procedure di trasmissione dei dati. La frammentazione del voto riflette una società profondamente divisa dove le coalizioni politiche faticano a trovare un terreno comune e dove ogni piccola variazione statistica può spostare l’asse del potere nazionale verso direzioni opposte.

La reazione delle forze armate e dell’opposizione

La risposta delle istituzioni non si è fatta attendere e ha assunto toni particolarmente preoccupanti per la tenuta dell’ordine pubblico. I vertici delle Forze Armate hanno preso una posizione netta dichiarando che il loro compito principale sarà quello di far rispettare la volontà popolare già espressa nelle urne suggerendo una chiara opposizione al decreto di Castro. Parallelamente il settore imprenditoriale e i partiti di opposizione hanno definito la mossa della presidente come un tentativo di interferenza antidemocratica volto a mantenere il controllo del Paese oltre i limiti del mandato. Il rischio di uno scontro frontale tra il potere esecutivo e l’apparato militare solleva lo spettro di crisi passate che hanno segnato tragicamente la storia recente dell’Honduras.

Le pressioni internazionali e il ruolo degli Stati Uniti

Sul fronte estero la crisi ha attirato l’attenzione immediata del Dipartimento di Stato americano che ha rilasciato una nota ufficiale estremamente dura. Gli Stati Uniti hanno espresso la loro ferma opposizione al riconteggio forzato avvertendo che ci saranno gravi conseguenze per chiunque tenti di sovvertire il risultato elettorale già certificato. Questa posizione mette la presidente Castro in una situazione di isolamento diplomatico rispetto al principale partner commerciale e politico della regione. La comunità internazionale osserva con timore l’evolversi della vicenda temendo che il caos in Honduras possa destabilizzare l’intero scacchiere centroamericano già provato da crisi migratorie e problemi economici strutturali.

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