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Fassino attacca la linea Schlein sull’Iran e smaschera l’imbarazzo della sinistra

Pubblicato: 13/01/2026 19:10

L articolo analizza la profonda spaccatura interna al centrosinistra italiano in merito alla gestione della crisi internazionale in Iran. Al centro della polemica si trova Piero Fassino, figura storica del Partito Democratico ed ex ministro, che ha espresso pubblicamente un duro atto di accusa nei confronti della segretaria Elly Schlein. Secondo Fassino, la sinistra italiana ed europea starebbe dimostrando una timidezza eccessiva nel sostenere apertamente i movimenti di liberazione che sfidano il regime teocratico di Teheran.

Questa cautela non sarebbe frutto di una mancanza di interesse per i diritti umani, quanto piuttosto di un calcolo politico legato alla figura di Donald Trump. Una parte della sinistra teme infatti che un appoggio troppo esplicito alle rivolte possa fornire un pretesto morale o politico per un eventuale intervento militare statunitense, uno scenario che molti esponenti progressisti intendono scongiurare a ogni costo.

Le critiche di Fassino alla linea della segreteria

Piero Fassino ha scelto il palcoscenico televisivo di La7 per sollecitare un cambio di passo immediato. Egli sostiene che non sia più possibile nascondersi dietro la retorica della prudenza diplomatica mentre nelle strade di Teheran si consuma una repressione sanguinosa. Il ragionamento dell ex ministro punta a scindere nettamente il giudizio sulle politiche estere americane dal dovere morale di solidarietà verso chi lotta per la libertà. Fassino evidenzia come la paura di avallare le mosse di Trump stia paralizzando la capacità d azione del Partito Democratico, rendendo le dichiarazioni di Elly Schlein poco più che petizioni di principio prive di un reale impatto politico. Per Fassino, sostenere la resistenza iraniana o venezuelana non significa firmare una cambiale in bianco per una guerra, ma riaffermare i valori universali della democrazia che dovrebbero essere il pilastro della sinistra moderna.

La segretaria Elly Schlein si trova in una posizione estremamente complessa. Se da un lato ha dichiarato la propria disponibilità a organizzare manifestazioni e mobilitazioni, dall altro sembra faticare a trasformare queste parole in una iniziativa concreta. Il timore della segreteria è quello di incrinare i fragili equilibri del cosiddetto campo largo, dove convivono anime con visioni geopolitiche molto diverse, spesso influenzate da un forte sentimento antiamericano. La difficoltà di Schlein risiede nel bilanciare l apertura verso i movimenti di piazza con la necessità di non apparire troppo schiacciata sulle posizioni dei governi occidentali più oltranzisti. Tuttavia, questa esitazione viene letta dai suoi critici interni come una mancanza di leadership e un tradimento della vocazione internazionale del PD, lasciando spazio a un vuoto di iniziativa che il centrodestra cerca di occupare attraverso i canali istituzionali.

La reazione dell’opinione pubblica e dei commentatori

Il dibattito non si esaurisce nelle stanze dei partiti ma si infiamma anche tra i lettori e gli osservatori politici. Molti commentatori sottolineano come la sinistra sia vittima di una contraddizione ideologica permanente. Per alcuni, il silenzio o la lentezza nel condannare Teheran nasconde il desiderio di non alienarsi le simpatie di certe fasce di elettorato o di non rompere i ponti con i movimenti pro islam presenti sul territorio nazionale. Altri invece leggono nella prudenza dem una saggia volontà di evitare escalation belliche incontrollate. Resta il fatto che l immagine di una sinistra divisa e incerta su temi fondamentali come la libertà individuale e i diritti delle donne in Medio Oriente indebolisce la credibilità del partito agli occhi di quell elettorato che chiede posizioni nette e coraggiose. La sfida per il Partito Democratico sarà ora quella di riuscire a organizzare una mobilitazione che sia realmente autonoma e capace di dare voce alle istanze dei manifestanti iraniani senza restare intrappolata nei tatticismi della politica domestica.

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