
L’allarme è scattato intorno alle 10 di questa mattina, squarciando la routine del padiglione 16 dell’ospedale Sacco di Milano. In pochi minuti, una densa colonna di fumo ha iniziato a propagarsi dai locali dell’Archivio Diagnostica, trasformando una tranquilla mattinata di lavoro in uno scenario di emergenza coordinata. La rapidità del rogo ha sorpreso i presenti, ma la macchina della sicurezza si è attivata con una precisione chirurgica.
Le fiamme hanno avvolto rapidamente gran parte della documentazione cartacea e clinica custodita nell’area, estendendosi pericolosamente verso gli spazi attigui. Proprio in quegli istanti, numerosi sanitari erano impegnati a somministrare cure e a sottoporre a esami e visite a decine di pazienti. La tensione è salita alle stelle quando il fumo ha invaso i corridoi, minacciando la continuità delle operazioni mediche e la sicurezza dei degenti, molti dei quali colti di sorpresa durante procedure diagnostiche delicate.
La gestione dell’emergenza e l’evacuazione
Nonostante la criticità della situazione e il potenziale pericolo derivante dalla combustione di materiali d’archivio, il bilancio finale è fortunatamente privo di note tragiche. “Nessuno è rimasto ferito o intossicato grazie all’immediato intervento del personale interno e dei vigili del fuoco”, confermano le autorità sanitarie, sottolineando come l’addestramento alle procedure di evacuazione abbia evitato il peggio. I medici e gli infermieri hanno dato priorità assoluta allo spostamento dei malati, mettendo in pratica i protocolli di sicurezza prima ancora che i fumi potessero saturare l’aria dei reparti.
Sul posto sono giunti tempestivamente circa trenta vigili del fuoco, che hanno lavorato senza sosta per circoscrivere l’incendio ed evitare che il fuoco si propagasse ai piani superiori o alle ali adiacenti della struttura ospedaliera. “I pazienti sono stati tutti evacuati e i trenta vigili del fuoco intervenuti sul posto stanno provvedendo alle operazioni di bonifica”, spiegano i soccorritori impegnati nelle ultime fasi di messa in sicurezza dell’area.
Attualmente, il padiglione 16 resta sotto stretto monitoraggio. Mentre i tecnici valutano l’entità dei danni strutturali e la perdita dei documenti archiviati, la priorità resta il ripristino della normalità per i pazienti che hanno vissuto momenti di forte apprensione. L’area interessata dall’Archivio Diagnostica è stata isolata per permettere i rilievi volti ad accertare le cause dell’innesco, mentre il resto del nosocomio milanese cerca di tornare lentamente alla propria attività ordinaria.


