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Maltempo Italia, raffiche fino a 100 km/h, onde fino a 7 metri. Allerta rossa in Sardegna

Pubblicato: 18/01/2026 15:12

L’Italia si trova attualmente ad affrontare una severa ondata di maltempo che sta colpendo con particolare violenza le regioni meridionali e insulari. Una vasta perturbazione di origine extratropicale sta determinando condizioni atmosferiche estremamente instabili, con un peggioramento che ha iniziato a manifestarsi nella giornata di domenica e che raggiungerà il suo apice tra lunedì 19 e mercoledì 21 gennaio 2026. La situazione appare particolarmente critica per la Sicilia e la Calabria, dove la formazione di una circolazione ciclonica profonda tra la Tunisia e il Canale di Sardegna sta richiamando masse d’aria umida e instabile cariche di energia. Questo scenario meteorologico non solo porta precipitazioni abbondanti ma innesca anche fenomeni ventosi di intensità eccezionale, mettendo in stato di massima allerta le autorità locali e la Protezione civile.

Previsioni meteorologiche e criticità idrogeologiche

Il cuore pulsante di questa tempesta è rappresentato da un ciclone mediterraneo che sta agendo come un vero e proprio motore meteorologico, spingendo correnti di Scirocco e Levante verso le coste italiane. Gli esperti prevedono che nelle prossime ore si verificheranno piogge di intensità torrenziale, con accumuli che in alcune aree potrebbero superare i 200 millimetri in un lasso di tempo estremamente ridotto. Questo volume d’acqua corrisponde mediamente a quanto cade normalmente in oltre due mesi di pioggia, un dato che evidenzia il rischio concreto di allagamenti, frane ed esondazioni dei corsi d’acqua. Le zone più esposte sono identificate nel versante orientale della Sicilia, specificamente nelle province di Messina, Catania, Siracusa e Ragusa, oltre ai settori ionici della Calabria e alle aree sud-orientali della Sardegna.

La dinamica ciclonica in atto non si limita alla sola pioggia ma scatena una forza eolica di notevole impatto. Si attendono infatti raffiche di vento che potranno superare i 100 chilometri orari, trasformando la brezza marina in una vera e propria burrasca. Questo spostamento d’aria massiccio avrà conseguenze dirette sullo stato del mare, in particolare nel bacino Jonico, dove si prevedono onde alte fino a 6 o 7 metri. Le mareggiate colpiranno con forza i litorali esposti a sud-est, minacciando le infrastrutture costiere, gli stabilimenti balneari e i centri abitati situati in prossimità della riva. La combinazione di piogge torrenziali e mare grosso rende il deflusso delle acque piovane verso il mare molto difficoltoso, aumentando sensibilmente il pericolo di inondazioni nelle zone pianeggianti costiere.

Allerta rossa in Sardegna

In vista dell’ondata di maltempo che colpirà la Sardegna tra la serata di domenica e la giornata di lunedì, la Protezione Civile regionale ha dichiarato il codice rosso per rischio idrogeologico su gran parte del territorio. Le autorità hanno già avviato un piano di emergenza che prevede il monitoraggio costante della Statale 195 e delle arterie costiere più esposte alle mareggiate, dove il personale Anas e i volontari sono pronti a disporre chiusure immediate e indicare percorsi alternativi. Per ridurre il pericolo di esondazioni, sono stati ripuliti i corsi d’acqua e le foci dei fiumi, mentre le infrastrutture idrauliche e i cantieri attivi nelle zone a rischio sono stati messi in sicurezza. Sul fronte dei servizi essenziali, il gestore della rete elettrica ha già dislocato gruppi elettrogeni e stazioni di energia soprattutto nella parte orientale dell’isola, così da intervenire tempestivamente in caso di interruzioni di corrente. Contemporaneamente, lungo i litorali si è proceduto allo sgombero di tutte le strutture amovibili presenti sulle spiagge per evitare che vengano trascinate via dalle onde.

La Regione Sardegna rivolge inoltre un forte appello alla prudenza, chiedendo ai cittadini di limitare gli spostamenti ai soli casi di estrema necessità e di stare lontani da luoghi pericolosi come moli, pontili e spiagge. Chi si trova alla guida deve moderare la velocità, prestando particolare attenzione alle raffiche di vento sui viadotti e all’uscita delle gallerie, specialmente se conduce mezzi pesanti o telonati. Viene infine raccomandato di mettere in sicurezza gli animali e di fissare saldamente qualsiasi oggetto esterno, come vasi, antenne o gazebo, che potrebbe essere spostato dalle forti raffiche.

Misure di sicurezza e provvedimenti amministrativi

Di fronte a uno scenario di tale gravità, i sindaci di numerosi comuni hanno iniziato ad adottare misure di prevenzione drastiche per garantire l’incolumità pubblica. A Taormina, il primo cittadino ha già disposto per la giornata di lunedì la chiusura totale delle scuole di ogni ordine e grado, insieme alla Villa Comunale, ai cimiteri e a tutti i musei cittadini. Anche i palazzi storici resteranno serrati per evitare rischi legati a possibili crolli o incidenti causati dal vento. Parallelamente, sono state avviate opere di protezione d’urgenza lungo il lungomare e nei pressi dei lidi della frazione di Mazzeo per cercare di arginare la forza dei marosi. Si attende che anche i sindaci di altre grandi città come Catania e Messina seguano l’esempio nelle prossime ore, valutando ordinanze simili in base all’evoluzione dei bollettini della Protezione civile.

Mentre il Sud combatte contro i venti caldi e le piogge alluvionali, il resto della penisola non rimane del tutto indenne dal peggioramento climatico. Sulle zone alpine centro-occidentali sono già segnalate le prime precipitazioni nevose, con i fiocchi che cadono a quote relativamente basse, tra gli 800 e i 1000 metri, interessando il Piemonte, la Valle d’Aosta e la Lombardia. Per quanto riguarda i rilievi siciliani e calabresi, la quota neve si manterrà invece più elevata, attorno ai 1500 metri, a causa del richiamo di aria più mite meridionale. La Protezione civile ribadisce l’importanza della fase di pre-allerta, sollecitando i cittadini a limitare gli spostamenti non necessari e a seguire scrupolosamente le indicazioni fornite dai piani comunali di emergenza per evitare situazioni di pericolo durante i picchi massimi della tempesta.

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Ultimo Aggiornamento: 18/01/2026 18:45

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