
La guerra tra Fabrizio Corona e Alfonso Signorini si sposta dalle pagine dei tabloid alle aule di tribunale, segnando un nuovo capitolo di una battaglia legale senza esclusione di colpi. Il giudice Roberto Pertile ha infatti emesso un provvedimento d’urgenza categorico: “Fabrizio Corona dovrà mettere offline Falsissimo e tutte le informazioni private riguardanti Alfonso Signorini”. La decisione impone all’ex fotografo dei vip non solo la rimozione dei contenuti ritenuti diffamatori, ma anche la consegna di tutto il materiale in suo possesso riguardante il direttore editoriale di Chi.
La reazione di Corona non si è fatta attendere ed è arrivata, come di consueto, via social. Nonostante il diktat del magistrato, l’ex re dei paparazzi ha confermato che il suo format non si ferma, pur dovendo subire delle mutilazioni editoriali. “Il giudice del provvedimento d’urgenza Roberto Pertile ha deciso di impedirmi di pubblicare qualsiasi contenuto che possa essere ritenuto diffamatorio nei confronti di signorini e mi ha ordinato di eliminare i contenuti precedentemente pubblicati”, ha dichiarato Corona, lanciando poi un monito sulla libertà di stampa: “Credo che quanto accaduto oggi debba preoccupare tutti voi, giornalisti e cittadini, perché se dovesse passare questo principio significherebbe che questo paese non è più una democrazia ma sta diventando una dittatura”.

Tra censure legali e nuovi attacchi al “Sistema Mediaset”
L’obbedienza al tribunale appare, nelle parole di Corona, un atto forzato dai suoi legali: “Io, da bravo cittadino (obbligato dall’avv. Chiesa), mi adeguo al provvedimento e rimuovo, da questo momento, la possibilità per chiunque di visionare gli episodi 19 e 20”. Tuttavia, la sfida resta aperta. Corona ha annunciato che nell’episodio 21 di Falsissimo sposterà l’obiettivo, promettendo rivelazioni su figure del calibro di Maria De Filippi, Gerry Scotti, Silvia Toffanin, Marina Berlusconi e Pier Silvio Berlusconi.
Il tono si fa poi sprezzante quando si parla dei contenuti censurati, come le chat di Piscopo e Medugno che, secondo l’ex fotografo, confermerebbero presunti ricatti. La strategia è chiara: se il web verrà bloccato, Corona è pronto a portare la protesta in piazza. “Se non vinco l’appello, andrò a Roma, davanti al Parlamento, costruirò un palchetto, metterò un Ledwall e in mezzo a tutti voi pubblicherò l’ultima parte del sistema Signorini”, ha tuonato, aggiungendo che tutto il materiale vietato finirà comunque sul tavolo del pm dott. Gobbis, titolare delle indagini sul giornalista. La chiosa è una dichiarazione di guerra totale: “Noi, trattative non ne facciamo, se mi volete fermare sparatemi”.


