
Una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 è stata registrata circa un’ora fa con epicentro in mare nell’area delle Isole Eolie, in provincia di Messina. L’evento è stato localizzato a grande profondità, attorno ai 250 chilometri, una caratteristica che in genere riduce gli effetti in superficie, pur rendendo il sisma percepibile su un’area più ampia. E in effetti la scossa è stata percepita, debolmente, non solo a Reggio Calabria e Messina, le due città prospicienti le Eolie, ma persino in città lontane quasi 100 km in linea d’aria come Cosenza. Non risultano al momento segnalazioni di danni a persone o cose.
Una scossa profonda, con impatto limitato in superficie
Il dato più significativo del terremoto odierno è proprio la profondità elevata dell’ipocentro. I terremoti profondi, come questo, sono legati a dinamiche tettoniche che avvengono molto al di sotto della crosta terrestre e, a parità di magnitudo, tendono a produrre effetti più attenuati rispetto agli eventi superficiali.
Si tratta quindi di un episodio che rientra nella normale sismicità dell’area tirrenica meridionale, una delle zone più attive dal punto di vista geologico del Mediterraneo.
Le scosse registrate nell’ultimo mese nell’area eoliana
Nelle ultime settimane l’arcipelago delle Eolie è stato interessato da una serie di eventi sismici di bassa magnitudo, tutti compresi tra 1 e 3 gradi. In particolare, nell’ultimo mese sono state registrate diverse scosse localizzate tra mare aperto e settore settentrionale della provincia di Messina, con magnitudo comprese tra 1.2 e 2.9. Non può essere definito un vero e proprio sciame sismico, ma gli effetti sono simili.
Oltre all’evento odierno, si segnalano:
- una scossa di magnitudo 2.1 a metà gennaio
- un evento di magnitudo 2.4 nei giorni successivi
- due micro-scosse ravvicinate a inizio mese, entrambe inferiori a magnitudo 1.5
- un’altra scossa di magnitudo 2.4 nella seconda metà di dicembre
Si tratta di una sequenza composta da eventi lievi, che non configura uno sciame significativo ma conferma la costante attività sismica del settore eoliano.
Il contesto sismico del Messinese
Parallelamente, nel mese di gennaio è stata osservata anche una sequenza sismica nell’area dei Nebrodi, nell’entroterra messinese, con numerosi terremoti di piccola e media intensità e un evento massimo superiore a magnitudo 4. Questo ha contribuito ad aumentare l’attenzione sulla sismicità della provincia di Messina, pur trattandosi di fenomeni distinti rispetto a quelli che interessano direttamente le Eolie.
L’intera area rientra in un complesso sistema di faglie legato alla convergenza tra la placca africana e quella euroasiatica.
I terremoti storici più forti dell’area
Guardando al passato, il riferimento principale per la Sicilia nord-orientale resta il terremoto del 28 dicembre 1908, che colpì Messina e Reggio Calabria con una magnitudo stimata attorno a 7.1, causando decine di migliaia di vittime. Pur non avendo epicentro nelle Eolie, rappresenta l’evento sismico più devastante dell’intera macro-area.
Per quanto riguarda direttamente l’arcipelago, uno degli episodi più rilevanti è il terremoto del 1930, con effetti particolarmente intensi a Filicudi, dove si registrarono gravi danni agli edifici e un’intensità macrosismica elevata.
In tempi più recenti, spiccano:
- il terremoto di magnitudo 4.8 del febbraio 2025, localizzato nel Tirreno meridionale tra Alicudi e Filicudi
- l’evento di magnitudo 4.6 del dicembre 2022, al largo di Vulcano, caratterizzato da una profondità ridotta e quindi più avvertito dalla popolazione
Questi restano i terremoti più forti degli ultimi anni nell’area eoliana.
Un’area naturalmente attiva dal punto di vista geologico
Le Isole Eolie si trovano in una zona di intensa attività tettonica e vulcanica. La presenza di vulcani attivi come Stromboli e Vulcano, insieme alla complessa struttura del Tirreno meridionale, rende fisiologica la registrazione frequente di scosse di bassa magnitudo.
L’evento di oggi si inserisce quindi in un quadro di sismicità ordinaria, costantemente monitorato dagli istituti di geofisica. Resta comunque fondamentale mantenere alta l’attenzione e seguire le indicazioni della Protezione civile, soprattutto in territori storicamente esposti al rischio sismico.


