
Durante le celebrazioni per la Giornata della Memoria al Quirinale, la senatrice a vita Liliana Segre ha pronunciato parole nette sul rapporto tra la memoria della Shoah e l’attualità internazionale, in particolare sul conflitto nella Striscia di Gaza.
Intervenendo davanti agli studenti presenti alla cerimonia, Segre ha denunciato l’espansione dell’antisemitismo e la diffusione di letture distorte della storia. «Oggi siamo arrivati a un’espansione dell’antisemitismo», ha spiegato, sottolineando come circolino frasi che attribuiscono alle vittime di allora responsabilità per tragedie contemporanee. Un’impostazione che la senatrice ha definito delirante e ripugnante.
«Si può parlare di Gaza, ma non usarla contro la Memoria»
Segre ha chiarito che parlare delle crisi attuali è legittimo e doveroso: «Si può, si deve parlare di Gaza, di Iran, di Ucraina, di Venezuela, di Sudan e di tutto ciò che offende la dignità umana». Gli insegnamenti universali della Shoah, ha spiegato, portano a riflettere su tutte le tragedie ancora in corso nel mondo.
Il limite invalicabile è però la strumentalizzazione: «Il problema è un altro: non si può usare Gaza contro il Giorno della Memoria». Tentativi di oscurare, banalizzare o rovesciare il significato della Shoah non possono essere accettati, perché rischiano di trasformarsi in una forma di vendetta simbolica sulle vittime di allora.
Il Giorno della Memoria “non è per gli ebrei”
Nel suo intervento, la senatrice ha ribadito un concetto centrale: il Giorno della Memoria non è destinato solo alla comunità ebraica. «È principalmente per tutti gli altri», ha detto, ricordando che serve a richiamare le responsabilità storiche dell’Italia fascista, della Germania nazista e di molti Paesi europei contro i più deboli e i diversi.
La ricorrenza, ha aggiunto, è dedicata non solo alle vittime e ai carnefici, ma anche a chi si oppose al nazismo e ai giusti che, spesso a costo della vita, tentarono di salvare i perseguitati.
Il sostegno del presidente Mattarella a Liliana Segre
Parole di forte solidarietà sono arrivate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel Giorno della Memoria ha voluto rivolgersi direttamente alla senatrice Segre.
«Rinnovo alla senatrice Segre la riconoscenza della Repubblica per la sua preziosa testimonianza degli orrori vissuti e per il suo messaggio, sempre contrassegnato dal rigetto dell’odio, della vendetta e della violenza», ha affermato il Capo dello Stato.
Mattarella ha poi aggiunto: «Cara senatrice, in questa occasione solenne desidero esprimerle, a nome della Repubblica, la solidarietà, la stima e l’affetto a fronte di attacchi colmi, a un tempo, di volgarità e di imbecillità. Volgarità e imbecillità, come lo sono da sempre le manifestazioni di razzismo e di antisemitismo, del resto configurati dalla legge come reati».
Durante la cerimonia al Quirinale, il presidente ha inoltre ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla giornata di commemorazione e riflessione, sottolineandone l’intensità che non viene scalfita dal trascorrere del tempo. Ha espresso apprezzamento per gli interventi istituzionali, per il contributo delle Comunità ebraiche italiane, per gli autori dei filmati e dei testi e per i musicisti che hanno accompagnato l’evento, ricordando come la musica di compositori ebrei, nella cupa stagione del nazismo, sarebbe stata bollata come “arte degenerata”.
Un monito contro odio e banalizzazione
Le parole di Segre e Mattarella arrivano in un contesto segnato da un ritorno di linguaggi d’odio e da tentativi di rilettura strumentale della storia. La Giornata della Memoria resta così un appuntamento centrale per riaffermare il rifiuto di razzismo e antisemitismo e per richiamare ciascuno alla propria responsabilità di cittadino in un mondo globale.


