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Orrore in Sicilia, tre cacciatori trovati senza vita nel bosco con ferite da fucile. Chi sono e cosa sappiamo finora sulla loro morte

Pubblicato: 29/01/2026 08:40

Il ritrovamento di tre cadaveri in una zona boschiva nei pressi di Montagnareale, un piccolo centro situato sui monti Nebrodi in provincia di Messina, ha scosso profondamente la comunità locale e l’intera Sicilia. I corpi appartengono a tre cacciatori, tutti uomini residenti nella zona e descritti come persone incensurate, che erano usciti di casa nelle prime ore del mattino per quella che doveva essere una normale battuta di caccia. Si tratta di Davis Pino, un giovane di 25 anni; Giuseppe Pino un uomo di 43 anni, entrambi residenti a Barcellona Pozzo di Gotto e Antonio Gatani un anziano di 83 anni residente a Librizzi. La scoperta è avvenuta nel tardo pomeriggio di oggi, 28 gennaio 2026, quando un passante che transitava lungo un sentiero isolato ha scorto i resti e ha immediatamente allertato le autorità competenti.

La scena del crimine e il ritrovamento

L’area in cui sono stati rinvenuti i corpi è una zona fitta di vegetazione, solitamente frequentata da appassionati di attività venatorie per via della ricca fauna locale. Al loro arrivo, i carabinieri e il magistrato di turno della Procura di Patti, Angelo Cavallo, si sono trovati di fronte a una scena drammatica. I tre uomini indossavano ancora l’abbigliamento tipico da caccia e presentavano ferite evidenti che, secondo i primi rilievi effettuati dal medico legale sul posto, risulterebbero compatibili con l’esplosione di colpi di fucile. La disposizione dei corpi e la natura delle lesioni suggeriscono una dinamica violenta e repentina, avvenuta probabilmente diverse ore prima del ritrovamento.

Una lunga notte di interrogatori a patti

Mentre il bosco veniva interdetto al pubblico, presso la caserma di Patti si è svolta una frenetica attività di indagine che è proseguita per l’intera notte. I militari dell’Arma hanno ascoltato decine di persone tra familiari, vicini di casa e conoscenti delle vittime, cercando di individuare eventuali tensioni pregresse o vecchi rancori che potessero giustificare un simile epilogo. Particolare attenzione è stata rivolta a un uomo, stretto compagno di battute di caccia del Gatani, che è stato sentito per ore allo scopo di ricostruire gli spostamenti del gruppo durante la mattinata. Gli inquirenti stanno cercando di capire se tra i tre cacciatori e altre persone presenti nell’area ci siano stati diverbi legati ai confini delle zone di caccia o ad altre questioni di natura privata che possano essere degenerate in una sparatoria mortale.

Ipotesi investigative tra tragedia e violenza

Le piste seguite dalla magistratura sono diverse e nessuna viene attualmente considerata marginale. La prima ipotesi riguarda una lite improvvisa nata per motivi banali, magari legata alla gestione di un capo di selvaggina o a una violazione involontaria delle distanze di sicurezza, che potrebbe essere culminata in un duplice omicidio seguito dal suicidio del terzo uomo. Tuttavia, questa ricostruzione deve ancora trovare conferma nei test balistici che stabiliranno quale arma ha esploso i colpi letali. Parallelamente non si esclude il coinvolgimento di un quarto soggetto che potrebbe aver aperto il fuoco contro il gruppo per poi darsi alla fuga tra la fitta vegetazione dei Nebrodi. La natura delle ferite, descritte come provocate da colpi crivellanti, suggerisce un’azione rapida e violenta che ha lasciato poco scampo ai tre uomini.

Per sciogliere i dubbi che ancora avvolgono la vicenda, la Procura ha disposto l’esecuzione dell’autopsia sui corpi delle vittime, che verrà effettuata nelle prossime ore presso l’istituto di medicina legale. Questo esame sarà fondamentale per determinare la traiettoria dei proiettili e la distanza da cui sono stati esplosi, elementi necessari per capire se ci sia stata una colluttazione o se si sia trattato di un’esecuzione a sangue freddo. Contemporaneamente gli esperti della scientifica stanno analizzando le armi sequestrate sul posto per verificare se siano state tutte utilizzate e se i bossoli ritrovati appartengano effettivamente ai fucili dei tre deceduti. Il clima nel comune di San Pier Niceto e a Librizzi rimane di incredulità e profondo dolore per la perdita di tre persone descritte da tutti come grandi lavoratori e conoscitori esperti della montagna.

Il dolore della comunità locale

La notizia della tragedia ha fatto rapidamente il giro di Montagnareale e dei comuni limitrofi come Patti, gettando nello sconforto le famiglie delle vittime. Trattandosi di soggetti noti in paese come lavoratori e persone tranquille, nessuno riesce a spiegarsi come una giornata di svago possa essere terminata in una simile carneficina. Mentre il medico legale completa la prima ricognizione esterna, la Procura ha già disposto il trasferimento delle salme per eseguire le autopsie, che forniranno dettagli tecnici fondamentali sulla distanza dei colpi e sulla traiettoria delle pallottole. In queste ore si attendono aggiornamenti cruciali che potrebbero arrivare dai rilievi balistici e dalle testimonianze di parenti e amici.

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Ultimo Aggiornamento: 29/01/2026 13:48

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