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La pinna amputata non ferma Porkchop: l’emozionante storia della tartaruga che si allena per tornare a nuotare libera

Pubblicato: 29/01/2026 12:55

Trovata intrappolata sul fondale di un fiume californiano, con una pinna ormai compromessa, una giovane tartaruga verde sta riscrivendo il proprio destino. Ribattezzata Porkchop dai veterinari che l’hanno curata, oggi si allena in vasca con sole tre pinne, ma con un obiettivo chiaro: tornare in mare aperto.

Dal fiume San Gabriel alla sala operatoria

Il salvataggio è avvenuto nel fiume San Gabriel, tra Los Angeles e Anaheim, durante un’attività di monitoraggio del Southern California Sea Turtle Monitoring, programma scientifico coordinato dall’Acquario del Pacifico di Long Beach. I volontari hanno individuato l’animale immobile tra le rocce del fondale: una lenza da pesca abbandonata l’aveva bloccata, stringendo l’arto anteriore destro.

Si trattava di una cosiddetta lenza “fantasma”, attrezzi persi o gettati in acqua che continuano a catturare organismi marini senza alcun controllo umano. Nel tempo, su quel filo si erano accumulati alghe, rifiuti e fauna acquatica, trasformandolo in una trappola permanente.

Nel tentativo di liberarsi, Porkchop aveva aggravato la situazione: i movimenti hanno stretto ulteriormente il cappio, fino a interrompere la circolazione sanguigna. Quando è stata finalmente recuperata, la pinna risultava già in condizioni irreversibili.

L’intervento dei veterinari e l’amputazione

Trasportata d’urgenza all’Acquario del Pacifico, centro specializzato nel recupero delle tartarughe marine e di altri animali acquatici, la tartaruga è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico. I veterinari non hanno avuto alternative: per salvarle la vita è stata necessaria l’amputazione della pinna anteriore destra.

Nonostante la gravità dell’operazione, Porkchop ha mostrato fin da subito una notevole capacità di recupero. Il soprannome, che significa “cotoletta di maiale”, nasce proprio dal suo appetito vorace durante la convalescenza, un segnale incoraggiante che ha accompagnato il rapido ritorno delle energie.

Riabilitazione in vasca e allenamento con tre pinne

Oggi Porkchop vive in una grande vasca dell’acquario, dove segue un percorso di riabilitazione motoria. Gli operatori la stanno aiutando a riadattare il nuoto con tre pinne, verificando equilibrio, resistenza e capacità di orientamento.

Le tartarughe verdi, specie resa popolare anche dal cinema d’animazione, sono animali estremamente resilienti. In molti casi riescono a compensare la perdita di un arto, sviluppando nuove strategie di movimento. Se i progressi continueranno, Porkchop potrà essere considerata idonea al rilascio in natura.

Un habitat sotto pressione tra pesca e urbanizzazione

Il caso di Porkchop riporta l’attenzione sulle condizioni del tratto finale del San Gabriel, che ospita centinaia di tartarughe verdi ma attraversa un’area fortemente urbanizzata. Qui si concentrano navigazione da diporto, porto turistico e pesca amatoriale, soprattutto nei pressi di Alamitos Bay, dove il fiume sfocia nell’oceano.

Proprio queste attività aumentano il rischio di abbandono di attrezzature in acqua, con conseguenze dirette sulla fauna marina. Le lenze fantasma rappresentano una minaccia silenziosa e persistente, capace di colpire pesci, uccelli e grandi rettili marini.

Dalla sopravvivenza alla prospettiva di una nuova vita

Da animale immobilizzato sul fondale a paziente in riabilitazione, Porkchop è diventata il simbolo concreto di quanto intervento umano e ricerca scientifica possano fare la differenza. Parallelamente al recupero delle tartarughe, l’Acquario del Pacifico porta avanti anche progetti di conservazione su specie a rischio, come lo squalo zebra, rafforzando un approccio integrato alla tutela degli ecosistemi marini.

Per Porkchop, ora, resta un ultimo traguardo: dimostrare di poter nuotare con sicurezza in autonomia. Se supererà questa fase, l’oceano tornerà a essere la sua casa.

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Ultimo Aggiornamento: 29/01/2026 12:57

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