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Il mistero dei tre scalini: “La prova che Claudio Carlomagno potrebbe aver avuto un complice”

Pubblicato: 29/01/2026 21:34

Le indagini sull’uccisione di Federica Torzullo proseguono senza sosta e si concentrano ora su un dettaglio ritenuto cruciale dagli investigatori. Durante l’ultimo sopralluogo nella villetta, i carabinieri hanno focalizzato l’attenzione sui tre scalini che conducono al patio prima dell’ingresso dell’abitazione, un elemento che potrebbe cambiare la lettura dell’intera dinamica del delitto.

Secondo quanto emerso, con l’auto di Federica parcheggiata davanti alla casa, lo spazio di manovra risulterebbe ridotto a circa 30 centimetri. Una distanza giudicata estremamente limitata per consentire il passaggio di un corpo, soprattutto considerando che la donna era alta un metro e ottanta. Da qui il dubbio degli investigatori: come avrebbe potuto Claudio Carlomagno spostare da solo il corpo della moglie in uno spazio così angusto? Un interrogativo che rafforza la pista del complice, già al vaglio della Procura.

Gli accertamenti si sono concentrati anche all’interno del bagno, dove, secondo la versione dell’indagato, sarebbe iniziata l’aggressione. Carlomagno ha raccontato di aver colpito la moglie con almeno 23 coltellate, in un’azione durata oltre 45 minuti. Una ricostruzione che non ha convinto gli inquirenti, spingendoli ad ampliare le verifiche anche sull’autovettura dell’uomo.

Secondo gli investigatori, è sotto esame la black box dell’auto, dalla quale potrebbero emergere dati utili a ricostruire con precisione gli spostamenti successivi all’omicidio. Il corpo di Federica Torzullo sarebbe stato trasportato proprio con quell’auto prima della sepoltura in un terreno adiacente all’azienda di Carlomagno. L’analisi del Gps potrebbe aiutare a chiarire se l’uomo abbia agito da solo o se vi sia stata la presenza di un’altra persona.

Resta inoltre irrisolto il nodo dell’arma del delitto. Il coltello utilizzato non è stato ancora ritrovato. Le ricerche effettuate nel corso d’acqua lungo la via Braccianense, dove l’indagato ha dichiarato di essersene disfatto, non hanno dato esito, così come i controlli eseguiti all’interno dell’azienda.

La richiesta del figlio e l’affidamento ai nonni

Sul piano umano, la vicenda continua a segnare profondamente anche la vita del figlio della coppia. Il bambino, di dieci anni, è stato affidato dal Tribunale per i minorenni di Roma ai nonni materni. Una decisione che ha escluso il trasferimento in una casa famiglia e che ha previsto la nomina del sindaco di Anguillara come tutore, secondo quanto stabilito dal codice civile.

Nei giorni scorsi il piccolo avrebbe pronunciato una frase che racchiude tutta la sua innocenza: «Posso vedere papà?». Una richiesta che, al momento, non può essere accolta. A Claudio Carlomagno, detenuto nel carcere di Civitavecchia con l’accusa di femminicidio, è stata sospesa la potestà genitoriale e il tribunale ha vietato qualsiasi forma di contatto con il figlio.

Il bambino ha però potuto riavere alcuni oggetti personali rimasti nella villetta sequestrata. Attraverso una richiesta scritta, aveva indicato ciò che gli serviva per la quotidianità e per la scuola: il monopattino, la PlayStation, le scarpe e i libri. Un passaggio che ha comportato la temporanea riapertura dell’abitazione, già sottoposta a sequestro.

Nei giorni precedenti, Carlomagno aveva scritto una lettera indirizzata al figlio, nella quale chiedeva perdono. La lettera, tuttavia, non è stata consegnata. Anche il bambino, secondo quanto emerso da una trasmissione televisiva, avrebbe espresso il desiderio di vedere il padre, ma le decisioni dell’autorità giudiziaria restano ferme.

L’indagine sulla morte dei genitori di Carlomagno

Intanto, resta aperto anche il fascicolo relativo alla morte dei genitori di Claudio Carlomagno, che si sono tolti la vita impiccandosi nella loro abitazione. La Procura ha avviato un’indagine per istigazione al suicidio, necessaria per consentire l’autopsia, che ha confermato la dinamica dei fatti.

Gli inquirenti stanno valutando anche alcuni post apparsi sui social, nei quali la coppia sarebbe stata presa di mira con pesanti allusioni a un loro possibile coinvolgimento nel femminicidio. Un ulteriore tassello di una vicenda complessa, in cui al dolore delle vittime si aggiungono interrogativi investigativi ancora tutti da chiarire.

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