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Affresco con la faccia di Meloni, parla anche la premier: “Io un angelo? Ma per favore…”

Pubblicato: 31/01/2026 11:20

La polemica nasce da un dettaglio pittorico e si allarga rapidamente al confronto politico. Nella basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma, un affresco restaurato di recente ha attirato l’attenzione per il volto di un cherubino che, secondo diverse segnalazioni, ricorderebbe quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La notizia, rimbalzata sui media, ha innescato reazioni istituzionali e prese di posizione contrapposte.

A intervenire per prima è stata la stessa premier, che ha scelto il registro dell’ironia. Con un post su Facebook, accompagnato da una emoticon sorridente e dall’immagine del particolare dell’affresco, Meloni ha commentato: “No, decisamente non somiglio a un angelo”, ridimensionando i toni della discussione e prendendo le distanze da qualsiasi lettura celebrativa.

Dopo le segnalazioni, però, il caso è approdato sul tavolo del Ministero della Cultura. Su indicazione del ministro Alessandro Giuli, il Soprintendente speciale di Roma, Daniela Porro, ha disposto un sopralluogo immediato dei funzionari tecnici del Mic. L’obiettivo è verificare la natura dell’intervento effettuato sul dipinto contemporaneo presente in una delle cappelle della basilica e valutare eventuali provvedimenti.

Caos politico

L’iniziativa della Soprintendenza arriva dopo la presa di posizione del Partito democratico, che ha chiesto formalmente l’intervento del ministro della Cultura. Secondo i dem, quanto emerso non sarebbe accettabile, soprattutto se un restauro su un bene tutelato avesse introdotto un riferimento riconducibile a un volto contemporaneo.

La capogruppo dem in commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi, ha parlato di una possibile violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, sottolineando il divieto di alterazioni arbitrarie e personalizzazioni prive di fondamento scientifico e storico-artistico. Da qui la richiesta di accertare i fatti, verificare la regolarità degli interventi e, se necessario, procedere al ripristino.

Nel frattempo, dal Vicariato è arrivata una precisazione netta. Secondo quanto riferito, le autorità ecclesiastiche sarebbero state tenute all’oscuro dall’artista rispetto all’esito finale del restauro. Il rettore della basilica, monsignor Daniele Micheletti, ha ammesso l’esistenza di una certa somiglianza, spiegando però di aver chiesto un intervento conservativo, fedele allo stato originario della cappella.

La replica di Fratelli d’Italia e il dibattito politico

Alla nota del Pd ha risposto Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d’Italia e componente della commissione Cultura. La parlamentare ha definito la polemica un’esagerazione, parlando di una sinistra ossessionata dalla figura della premier e arrivata, a suo dire, a “vederla dappertutto”. Tra ironia e critica politica, Campione ha respinto l’idea che il caso possa essere letto come un atto filogovernativo.

Al di là degli scontri verbali, resta aperta la questione centrale: capire se il restauro della basilica di San Lorenzo in Lucina abbia rispettato le procedure previste e se l’aspetto dell’angelo sia frutto di una libera interpretazione personale o di un intervento non autorizzato. Saranno ora gli esiti del sopralluogo della Soprintendenza a chiarire se quel volto, al centro del dibattito, dovrà essere corretto o potrà restare così com’è, continuando ad alimentare discussioni tra arte, politica e tutela del patrimonio.

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Ultimo Aggiornamento: 31/01/2026 14:26

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