
Due valanghe si sono staccate nel primo pomeriggio in Friuli Venezia Giulia, provocando la morte di uno scialpinista e il ferimento di un altro, mentre cinque persone sono riuscite a salvarsi. Gli episodi si sono verificati in due aree montane diverse, a Casera Razzo, al confine con il Veneto, e a Sella Nevea, entrambe in provincia di Udine, in un contesto di forte instabilità del manto nevoso.
Il bilancio complessivo avrebbe potuto essere ancora più grave. Una delle due slavine, infatti, ha avuto dimensioni rilevanti, con un fronte di oltre cinquanta metri e un notevole dislivello, rendendo particolarmente complesse le operazioni di ricerca e soccorso in un ambiente reso difficile anche dalle condizioni meteorologiche.
La valanga a Casera Razzo

Il primo allarme è scattato poco dopo le 14 nella zona di Casera Razzo, in provincia di Udine, a circa 1.800 metri di quota. Una segnalazione al numero unico di emergenza ha indicato la presenza di una persona travolta dalla neve sotto un versante esposto a nord, non lontano da Col Merende e Forcella Tragonia. L’area interessata si trova sopra Casera Tragonia, sotto un rilievo che supera i 1.900 metri.
I soccorsi sono partiti immediatamente, anche grazie alla presenza nelle vicinanze di squadre del Soccorso Alpino impegnate in un’esercitazione. Sono stati mobilitati elicotteri, unità cinofile da valanga, Vigili del fuoco, Guardia di finanza ed elisoccorso regionale. Nonostante l’impegno prolungato e le ricerche condotte per diverse ore, lo scialpinista è stato individuato solo in serata, sepolto sotto circa un metro di neve e ormai senza vita.
L’episodio a Sella Nevea
Poco dopo il primo intervento, una seconda chiamata di emergenza ha segnalato un’altra valanga a Sella Nevea, in provincia di Udine, a circa 2.000 metri di quota lungo un itinerario di scialpinismo. In questo caso la slavina ha coinvolto un gruppo di cinque persone impegnate in un’escursione, travolgendo uno dei partecipanti mentre gli altri sono riusciti a evitare il seppellimento.
Sono stati proprio i compagni a estrarre l’uomo dalla neve. Il ferito è rimasto sempre cosciente, pur presentando diversi traumi e uno stato di ipotermia. Dopo la stabilizzazione da parte dell’elisoccorso regionale, è stato trasportato prima a valle e successivamente all’ospedale di Udine. Sul posto hanno operato tecnici del Soccorso Alpino, personale sanitario, unità cinofile, Guardia di finanza e forze di polizia.
Il contesto di rischio in montagna
Gli incidenti si sono verificati in una giornata caratterizzata da marcata instabilità del manto nevoso. Il bollettino regionale segnalava un grado di pericolo 3, con presenza di neve fresca, lastroni da vento e strati fragili persistenti sui pendii ombreggiati, soprattutto sopra i 1.400 metri di quota.
Nella stessa area di Sella Nevea, nei giorni scorsi, un’altra valanga aveva già coinvolto due scialpinisti stranieri. In quell’occasione l’utilizzo dell’airbag da valanga aveva evitato conseguenze fatali, consentendo un rapido intervento di autosoccorso. Un precedente che conferma come le condizioni attuali richiedano la massima prudenza durante le attività in quota.


