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Famiglia nel bosco, la Asl chiede il ritorno dei bambini: “Serve stabilità affettiva”

Pubblicato: 03/02/2026 15:55

Il caso della famiglia del bosco segna un nuovo e rilevante capitolo con l’intervento decisivo della Asl di Lanciano Vasto Chieti. Dopo mesi di tensioni giuridiche e mediatiche, gli specialisti sanitari hanno depositato una relazione di sette pagine che cambia radicalmente la prospettiva sulla gestione dei tre minori coinvolti. La vicenda, che ha visto i figli di Catherine e Nathan trasferiti in una casa famiglia lo scorso novembre, sembra ora orientarsi verso una possibile soluzione di ricongiungimento. Gli esperti della Asl, chiamati in causa su suggerimento del pediatra di famiglia per un periodo di osservazione, hanno espresso una posizione netta che privilegia il benessere emotivo e la stabilità dei legami biologici sopra ogni altra considerazione burocratica o scolastica.

Il parere degli esperti della Asl

La relazione tecnica prodotta dai sanitari sottolinea come sia indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine affettiva stabile. Secondo quanto emerso dalle osservazioni condotte sugli equilibri dei bambini, la continuità dei legami familiari rappresenta un elemento fondamentale per superare il disagio che i piccoli hanno manifestato durante il periodo di permanenza nella struttura protetta. Gli specialisti hanno rilevato che il distacco traumatico dai genitori ha generato manifestazioni di sofferenza che possono essere sanate solo attraverso il ritorno nel nucleo d’origine. Questo documento non nasce come una perizia di parte, ma come un terzo parere esterno richiesto inizialmente dal pediatra per monitorare lo stato di salute psicofisica dei minori, rendendo le sue conclusioni particolarmente pesanti nel dibattito giudiziario in corso.

La presa di posizione della garante

Per la prima volta dall’inizio di questa complessa vicenda, anche la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Alessandra de Febis, ha deciso di esporsi pubblicamente. Commentando i contenuti della relazione della Asl, la Garante ha evidenziato come l’interazione tra i bambini e i genitori sia risultata assolutamente valida e funzionale. Il padre e la mamma continuano a rappresentare un punto di riferimento emotivo imprescindibile per i figli, nonostante la scelta di vita non convenzionale che aveva inizialmente allarmato le autorità. La Garante ha auspicato che le operazioni peritali ancora in corso presso il Tribunale possano concludersi in tempi brevissimi, così da permettere alla famiglia di tornare unita e di porre fine a uno stato di ansia e rabbia che ha segnato profondamente i bambini.

Un altro aspetto cruciale toccato dalla relazione riguarda l’educazione dei tre bambini, che hanno rispettivamente otto e sei anni. Gli specialisti suggeriscono che qualsiasi percorso didattico deve necessariamente passare attraverso una condivisione costante con i genitori. Si tratta di una visione che cerca di conciliare il diritto all’istruzione con il rispetto del modello educativo scelto dalla coppia anglo australiana. La Garante de Febis si è mostrata cauta su questo punto, sottolineando l’importanza di un inserimento graduale nel contesto educativo. L’idea prevalente è quella di evitare un ingresso immediato e forzato nella scuola pubblica, preferendo invece modalità che tutelino i minori da ulteriori stress adattivi e che rispettino i loro tempi di inserimento in una collettività di pari mai frequentata prima.

Le novità ai vertici del Tribunale

Mentre il dibattito si sposta sul piano clinico e sociale, si registrano cambiamenti significativi anche all’interno delle istituzioni che dovranno emettere il verdetto finale. La gestione della pratica passa ora nelle mani di una nuova guida presso il Tribunale dei minori dell’Aquila. La presidente Cecilia Angrisano, che aveva firmato il provvedimento di sospensione della potestà genitoriale e il contestuale allontanamento dei figli, ha lasciato l’incarico per un normale avvicendamento di fine mandato. Al suo posto è subentrata Nicoletta Orlando, nominata dal Plenum del Csm. Spetterà a lei e al collegio giudicante valutare se i nuovi elementi forniti dalla Asl siano sufficienti per revocare le misure restrittive e permettere ai bambini di tornare a vivere con Catherine e Nathan, chiudendo una ferita che ha diviso l’opinione pubblica italiana.

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Ultimo Aggiornamento: 03/02/2026 15:56

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