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Garanzie di sicurezza per Kiev, accordo Ue-Usa: “Intervento in 72 ore”

Pubblicato: 04/02/2026 07:33

KIEV – Riprendono con forza i bombardamenti russi sull’Ucraina, proprio mentre ad Abu Dhabi si riapre il canale dei colloqui tra Mosca e Kiev, con la presenza anche degli Stati Uniti come mediatori. Nelle stesse ore, una pioggia di missili e droni si abbatte sulle principali città ucraine durante la visita del segretario generale della Nato, Mark Rutte.

Nella notte, la Russia ha lanciato oltre 450 droni e 71 missili, colpendo soprattutto Kiev, ma anche Kharkiv, Dnipro e Zaporizhzhia, prendendo di mira in particolare le infrastrutture energetiche nel pieno di un’ondata di gelo con temperature fino a -25 gradi. Il bilancio è di almeno cinque morti, tra cui due diciottenni uccisi da un drone a Zaporizhzhia.

A Kiev, il segretario generale della Nato Mark Rutte, intervenendo in Parlamento, ha dichiarato che Vladimir Putin «ha fatto male i calcoli», sottolineando come il Cremlino non avesse previsto né la resistenza ucraina né la durata del sostegno occidentale iniziato con l’invasione del 2022.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky accusa Mosca di aver violato la tregua annunciata la settimana scorsa e attribuita a un’iniziativa di Donald Trump. «I russi hanno sfruttato la pausa per accumulare nuovi missili e colpire nel momento di massimo freddo», ha denunciato Zelensky, mettendo in dubbio la reale volontà di pace del Cremlino.

Intanto, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato una visita a Kiev il 24 febbraio, in occasione dell’anniversario dell’inizio della guerra, per ribadire il sostegno dell’Unione europea all’Ucraina all’ingresso nel quinto anno di conflitto.

Sul piano diplomatico e militare, Kiev e gli alleati stanno lavorando a garanzie di sicurezza che prevedono una risposta militare coordinata nel caso di violazioni russe di un eventuale cessate il fuoco. In prima linea ci sarebbe una coalizione di Paesi europei “volenterosi” insieme agli Stati Uniti, pronti a intervenire a più livelli.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, il piano – discusso tra Washington, Kiev e le capitali europee – prevede una reazione graduale: dalle prime 24 ore di allerta diplomatica fino a un possibile intervento militare diretto degli alleati se l’aggressione russa dovesse continuare oltre le 72 ore.

Il tema delle garanzie di sicurezza è centrale nei nuovi colloqui trilaterali di Abu Dhabi, dove Mosca ribadisce la richiesta del ritiro totale ucraino dal Donbass, mentre Zelensky rifiuta qualsiasi compromesso senza certezze sulla difesa futura del Paese. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov insiste sul fatto che ogni garanzia debba essere concordata anche con la Russia.

Resta il nodo principale: senza un cessate il fuoco credibile, gli accordi rischiano di restare sulla carta. Kiev teme di rivivere le violazioni già subite in passato, dagli accordi di Budapest a quelli di Minsk. E mentre la diplomazia discute, la guerra continua, con missili, droni e un inverno che rende ancora più drammatica la crisi ucraina.

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