
«Caro contribuente ti scrivo». Con queste parole Vincenzo Carbone, direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha annunciato a Telefisco l’invio di oltre 2,4 milioni di lettere di compliance nel corso del 2026, nell’ambito di una strategia mirata a prevenire e contrastare l’evasione fiscale.
Le comunicazioni, generate attraverso analisi predittive e incroci di dati, hanno lo scopo di segnalare anomalie fiscali e invitare i contribuenti a verificare la correttezza dei propri adempimenti. Non si tratta di accertamenti, ma di semplici reminder, pensati per favorire la regolarizzazione spontanea.
Una parte delle lettere – ha spiegato Carbone – sarà inviata a chi ha dimenticato un versamento, altre a soggetti che non hanno presentato la dichiarazione, mentre sul fronte IVA verranno segnalati i casi in cui, a fronte di fatture e corrispettivi emessi, non risultano i relativi adempimenti periodici.

I primi invii partiranno già nelle prossime settimane e interesseranno contribuenti selezionati perché ritenuti a rischio fiscale elevato. Complessivamente, la platea coinvolta sarà di circa 2,4 milioni di soggetti.
Tra le categorie principali figurano contribuenti con omesso o insufficiente versamento delle imposte, inclusi redditi non dichiarati, che rappresentano circa il 60% dei 200 mila evasori individuati nel 2025. Nel mirino anche le partite IVA con punteggi ISA bassi o dati dichiarativi incoerenti.
Le lettere riguarderanno inoltre i proprietari di immobili coinvolti nei bonus edilizi, come il Superbonus, in presenza di irregolarità nei crediti o mancati aggiornamenti catastali, oltre a soggetti con incongruenze IVA, crediti dubbi o omissioni dichiarative.
L’Agenzia delle Entrate sottolinea che queste comunicazioni non costituiscono atti impositivi né avvisi di accertamento. L’obiettivo è la cosiddetta “cooperative compliance”, un dialogo preventivo tra Fisco e contribuente per ridurre errori, contenziosi e sanzioni.

Chi riceve la lettera via PEC, raccomandata o AppIO deve innanzitutto leggere con attenzione l’anomalia segnalata, verificando i dati attraverso Cassetto Fiscale, Fisconline o Entratel. In caso di errore, è possibile ricorrere al ravvedimento operoso, pagando quanto dovuto con sanzioni ridotte tramite F24 o PagoPA.
Per situazioni più complesse, come bonus edilizi o indicatori ISA, è consigliabile rivolgersi a un professionista. Ignorare la comunicazione, avverte l’Agenzia, può portare a una verifica formale nei mesi successivi. Per i contribuenti in regola è un’occasione di chiarimento; per gli altri, un chiaro campanello d’allarme.


