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Sondaggi politici, Meloni vola ma l’Italia gela su Trump: “Oggi vincerebbero loro (senza l’ombra del tycoon)”

Pubblicato: 07/02/2026 13:11

L’ultimo osservatorio politico dell’Istituto Piepoli consegna un quadro nitido quanto sorprendente delle pulsioni che attraversano l’elettorato italiano in questo avvio di febbraio. In primo piano brilla il dato sulla fiducia in Giorgia Meloni, che sale al 45 per cento segnando un incremento dell’1%. Tuttavia, questa luna di miele con la premier deve fare i conti con una richiesta pressante che arriva trasversalmente dal Paese: la gestione dei rapporti con Washington. Un imponente 76% degli intervistati ritiene infatti che la presidente del Consiglio dovrebbe assumere una posizione più critica nei confronti di Donald Trump. Ciò che stupisce è la compattezza di tale richiesta: non si tratta solo di un’istanza dell’opposizione (dove si tocca il 96% nel centrosinistra e il 91% nel M5S), ma di un sentimento radicato nello stesso centrodestra, dove il 63% degli elettori di FdI e punte del 74% in Forza Italia chiedono maggiore fermezza verso l’inquilino della Casa Bianca, la cui fiducia in Italia crolla al 18%.

Fratelli d’Italia domina, mentre spunta il “fattore Vannacci”

Sul fronte delle intenzioni di voto nazionali, le gerarchie restano consolidate ma presentano novità interessanti. Fratelli d’Italia si conferma saldamente primo partito al 31,5%, mantenendo un distacco rassicurante sul Partito Democratico, attestato al 21,5%. Seguono il Movimento 5 Stelle al 12% e Forza Italia che, con il suo 9%, sorpassa una Lega in affanno al 7% (in calo dell’1%). In questo scenario si inserisce con forza la variabile Futuro Nazionale: il nuovo movimento di Roberto Vannacci debutta infatti al 2%, ma il dato sulla fiducia nel generale è ben più alto, raggiungendo il 23%. Il potenziale di questa formazione appare significativo soprattutto nel bacino della maggioranza, dove il 37% degli elettori di centrodestra (con picchi del 45% proprio tra i leghisti) si dice disposto a sostenerlo.

L’indagine di Piepoli accende poi un faro sul tema della sicurezza, tornato centrale nel dibattito pubblico dopo le recenti tensioni. Il 72 per cento degli italiani dichiara di essere preoccupato per il rischio di violenze durante le manifestazioni di piazza, un timore che scavalca i confini ideologici pur essendo più marcato tra gli elettori governativi (87%). Questa percezione di instabilità spinge la maggioranza dei cittadini — il 61% degli intervistati — a dichiararsi favorevole all’introduzione di nuove misure di sicurezza per la gestione dell’ordine pubblico in futuro. Anche qui il dato è polarizzato: se l’80% del centrodestra invoca il pugno duro, l’area del centrosinistra e del M5S si spacca esattamente a metà, con un 44% che accoglierebbe con favore giri di vite normativi sulla gestione dei cortei.

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