
Un racconto intimo, duro e mai condiviso prima emerge dalle parole di Anna Pettinelli, che a Verissimo ha deciso di rompere un silenzio durato mezzo secolo. La conduttrice radiofonica e storica maestra di canto di Amici, oggi sessantanovenne e con cinquant’anni di carriera, ha ripercorso un episodio avvenuto quando aveva appena vent’anni, agli inizi del suo percorso professionale.
«Avevo vent’anni e venivo da un paio di anni di radio private e libere, mi sono avvicinata a una realtà seria», racconta. Poi l’incontro che segna una frattura netta tra entusiasmo e disincanto: «Un giorno ho incontrato un funzionario e questa persona mi ha molestata nel suo studio professionale dove io ero andata per un appuntamento». Un episodio che Pettinelli definisce ancora oggi difficile da rievocare, ma che ha scelto di condividere pubblicamente per la prima volta.
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Il peso del potere e il silenzio
Nel racconto emerge con forza il tema del potere e della vulnerabilità di una giovane donna agli esordi. «Ti trovi davanti una persona potente, non è facile. Io avevo il cuore puro, pieno di entusiasmo», spiega a Silvia Toffanin. L’uomo si sarebbe avvicinato tentando di baciarla, un gesto respinto con decisione: «Io l’ho respinto e ho guadagnato la fuga».
Subito dopo, la minaccia: «Mi diceva che non avrei fatto carriera». Parole che, all’epoca, pesavano come una condanna. Pettinelli racconta di non aver parlato con nessuno di quanto accaduto, se non molto tempo dopo con un agente che si occupava di lei. «Mi disse che di questa persona se ne parlava già», aggiunge. Nonostante tutto, quel programma di lavoro arrivò comunque, e quel funzionario non lo incontrò mai più. La denuncia, però, non ci fu: «Avevo vent’anni e non sapevo neanche come funzionava quel mondo».
Il suo racconto restituisce uno spaccato di un’epoca in cui la tutela delle giovani professioniste era fragile e il silenzio sembrava l’unica via possibile per andare avanti.

Una carriera costruita nonostante tutto
A distanza di decenni, Anna Pettinelli guarda a quell’episodio come a una ferita che non ha però fermato il suo percorso. La sua carriera nella radio e in televisione si è sviluppata con continuità, fino a renderla uno dei volti più riconoscibili del panorama mediatico italiano. Senza rivendicare eroismi, Pettinelli sottolinea come la determinazione e la passione abbiano avuto la meglio su quella minaccia che allora sembrava insormontabile.

L’amore oggi, tra desiderio e indipendenza
Oggi, a quasi settant’anni, la conduttrice parla anche della sua vita privata. «Sono single, mi manca l’amore», confessa. Ma la possibilità di una nuova relazione è vissuta con lucidità e qualche dubbio: «Sono diventata estremamente autonoma, indipendente, con una vita che vivo secondo i miei dettami, le mie voglie, i miei desideri. Coniugarla con qualcuno che magari non fa parte del mio mondo la vedo difficile».
L’ultima relazione non è andata come sperato. «Non sono stata fortunata in amore. Lui mi è piaciuto molto, aveva una doppia identità. Ci ho provato a farla funzionare, ma non c’è stato verso», racconta senza reticenze. Anche le app di incontri, testate per curiosità e apertura, non hanno dato risultati incoraggianti: «Avevo come nickname Tesla, ho fatto due incontri».
Il racconto di Anna Pettinelli intreccia così memoria, consapevolezza e presente, restituendo la voce di una donna che ha attraversato mezzo secolo di lavoro e di vita senza mai perdere la capacità di guardarsi dentro e di raccontarsi con onestà.


