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Caso Sangiuliano, Rosaria Boccia rinviata a giudizio per stalking e lesioni

Pubblicato: 09/02/2026 14:51

Il rinvio a giudizio di Maria Rosaria Boccia segna un punto di svolta definitivo in una delle vicende più mediatiche e controverse della politica italiana recente. A distanza di circa un anno e mezzo dallo scoppio dello scandalo che portò alle dimissioni irrevocabili di Gennaro Sangiuliano dalla carica di ministro della Cultura, la magistratura ha deciso che sussistono elementi sufficienti per affrontare un dibattimento in aula. La decisione del gip di Roma giunge al termine di un iter investigativo complesso, alimentato dalle denunce incrociate e da una mole impressionante di materiale digitale e documentale che ha ricostruito i contorni di un legame trasformatosi, secondo l’accusa, in una vera e propria persecuzione ai danni dell’ex esponente del governo.

L’indagine e le accuse principali

Il perimetro dell’inchiesta coordinata dalla procura di Roma abbraccia un periodo di quasi un anno, compreso tra il maggio 2024 e l’aprile 2025. Le ipotesi di reato formulate nei confronti dell’imprenditrice campana sono molteplici e particolarmente gravi, configurando un quadro di condotte reiterate nel tempo. Maria Rosaria Boccia dovrà difendersi dalle accuse di atti persecutori, lesioni personali, falso ideologico, diffamazione aggravata e interferenze illecite nella vita privata. Secondo i magistrati, la donna avrebbe messo in atto una strategia volta a condizionare non soltanto la sfera intima di Sangiuliano, ma anche il suo operato istituzionale, utilizzando la vicinanza al ministro per fini personali e, in seguito alla rottura del rapporto, come strumento di pressione e ritorsione.

Tra i capi d’imputazione spicca per gravità quello relativo alle lesioni personali, riferito a un episodio avvenuto a Sanremo nel luglio del 2024. In quell’occasione, secondo la ricostruzione giudiziaria, si sarebbe consumata un’aggressione fisica che avrebbe causato a Sangiuliano una ferita al cuoio capelluto lunga oltre nove centimetri. Questo dettaglio, supportato da referti medici, sposta il piano del confronto da una semplice disputa mediatica a un caso di violenza fisica documentata. A questo si aggiungono le contestazioni riguardanti la sottrazione di oggetti personali, tra cui la fede nuziale del ministro, e l’accesso non autorizzato ai suoi dispositivi informatici. Tali azioni sarebbero state finalizzate a ottenere un controllo totale sulla vita dell’uomo, monitorando i suoi contatti e le sue comunicazioni private.

L’accusa sostiene che Maria Rosaria Boccia abbia utilizzato sistematicamente la registrazione di colloqui privati per minacciare l’ex ministro. Un momento cruciale di questa strategia sarebbe avvenuto nell’agosto del 2024, quando l’imprenditrice avrebbe spinto Sangiuliano a confessare il tradimento alla propria consorte durante una telefonata, registrando il tutto a sua insaputa. Parte di questi file audio sarebbe poi stata veicolata verso gli organi di stampa e le trasmissioni televisive, alimentando quel circuito mediatico che ha poi travolto la carriera ministeriale del giornalista. La diffusione di immagini private sui social network, avvenuta senza alcun consenso, completa il quadro delle presunte interferenze illecite che avrebbero mirato a distruggere la reputazione pubblica e la stabilità familiare della vittima.

Il nuovo percorso di Gennaro Sangiuliano

Mentre il procedimento penale entra nel vivo, la vita professionale di Gennaro Sangiuliano ha intrapreso una direzione differente rispetto al passato. Dopo aver lasciato il dicastero di via del Collegio Romano nel settembre del 2024, l’ex ministro ha scelto di tornare all’impegno politico territoriale. Recentemente è stato infatti eletto consigliere regionale in Campania tra le fila di Fratelli d’Italia, consolidando il suo legame con la propria terra d’origine. Allo stesso tempo, si è conclusa la sua esperienza professionale all’estero, dato che non ricopre più l’incarico di corrispondente Rai da Parigi. Nonostante il parziale allontanamento dai riflettori nazionali, Sangiuliano rimane parte attiva del processo come persona offesa, mentre la moglie e l’ex capo di gabinetto del ministero hanno già annunciato l’intenzione di costituirsi parti civili per chiedere il risarcimento dei danni subiti.

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