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Picchiato e lasciato morire di fame a soli 3 anni dai genitori. Il folle motivo dietro l’orrore

Pubblicato: 09/02/2026 17:21

Una vicenda di inaudita crudeltà che ha scosso l’Austria e l’opinione pubblica internazionale. Un bambino di soli 3 anni è stato ridotto alla fame fino alla morte dai suoi stessi genitori, al termine di mesi di violenze e privazioni per motivi ancora difficili da comprendere.

La tragedia si è consumata in Tirolo, nella zona di Kufstein, ed è emersa nel maggio 2024. Il Tribunale di Innsbruck ha condannato entrambi i genitori, due giovani 27enni, alla pena dell’ergastolo per omicidio, tortura e sequestro di persona.

Le condizioni del piccolo al momento del decesso raccontano da sole l’orrore subito: il bambino pesava appena quattro chili, un peso incompatibile con la sua età e indicativo di una prolungata e deliberata denutrizione.

Secondo quanto ricostruito dalla pubblica accusa, il bambino avrebbe vissuto per mesi «pene infernali». Sarebbe stato segregato in una stanza buia, spesso legato, picchiato e quasi completamente privato del cibo, fino a spegnersi lentamente.

Per l’accusa, i due genitori, alle prese con una gravissima precarietà economica, si sarebbero rifugiati in un «mondo mistico parallelo», maturando convinzioni deliranti che avrebbero giustificato le violenze inflitte al figlio.

Un elemento particolarmente inquietante emerso nel processo riguarda il fatto che la coppia documentava i maltrattamenti, arrivando in alcuni messaggi a ironizzare sulle condizioni del bambino. Davanti al giudice, entrambi hanno confessato le proprie responsabilità.

In aula, il padre ha dichiarato di non saper spiegare le proprie azioni, dicendosi pentito e distrutto dal dolore, soprattutto per aver costretto le altre figlie ad assistere all’agonia e alla morte del fratellino.

La coppia ha infatti altre tre figlie, di uno, tre e sei anni, che dalle indagini non risultano né denutrite né maltrattate. Un contrasto che ha reso il quadro ancora più complesso e sconvolgente.

Secondo una perizia psichiatrica, la madre avrebbe individuato nel figlio la causa del proprio disagio psichico, arrivando a ritenerlo indemoniato, convinzione assecondata dal marito. Dopo la morte del bambino è stato il padre a chiamare la polizia, mentre per la donna è stato disposto il ricovero in una struttura psichiatrica.

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