
Sarà l’autopsia a fare piena luce sulle cause della morte di Francesca Nepita, la donna di 36 anni, originaria della provincia di Cosenza, deceduta sabato mattina all’ospedale di Lagonegro, in provincia di Potenza, poche ore dopo aver dato alla luce la sua terza figlia.
La neonata sta bene ed è in buone condizioni di salute, mentre per la madre sarebbero sopraggiunte gravi complicazioni post-parto che hanno portato a una violenta emorragia, risultata purtroppo fatale nonostante i tentativi di soccorso.
Nel giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino a Scalea, la città in cui Francesca viveva con il marito e le figlie. Profondo cordoglio anche a Santa Maria del Cedro, suo paese natale, dove la notizia ha suscitato sgomento e commozione.

Sulla vicenda indaga la Procura di Lagonegro, che ha aperto un fascicolo e ha delegato gli accertamenti ai carabinieri. Nell’ambito dell’inchiesta sono state sequestrate le cartelle cliniche per ricostruire nel dettaglio l’iter sanitario seguito dalla donna.
Nei prossimi giorni è atteso il conferimento dell’incarico per l’autopsia, un accertamento tecnico irripetibile che rappresenta un passaggio cruciale per stabilire eventuali responsabilità e chiarire cosa abbia causato il rapido peggioramento delle condizioni della paziente.
Parallelamente è stata avviata anche un’inchiesta interna da parte dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza, alla quale fa capo l’ospedale di Lagonegro, per analizzare nel dettaglio le procedure adottate.

Nelle ultime ore l’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico e il direttore generale dell’Azienda San Carlo Giuseppe Spera hanno effettuato una visita presso il presidio ospedaliero, incontrando il personale sanitario.
«Siamo qui per portare la vicinanza umana e istituzionale del Governo regionale alla famiglia di Francesca», hanno dichiarato. «È un momento di profondo dolore per l’intera comunità lucana, ma anche un’occasione per ribadire il rispetto e la fiducia nel lavoro dei professionisti».
I vertici sanitari hanno inoltre assicurato che sono stati attivati tutti i protocolli previsti per l’analisi del caso e che l’azienda collaborerà pienamente con le autorità competenti, ribadendo l’impegno a garantire trasparenza, tutela dei pazienti e sicurezza delle cure sul territorio.


